Le meraviglie della Carinzia, da scoprire in bici

Viaggio in Carinzia lungo la pista ciclabile della Drava offre sguardi insoliti sulle bellezze naturali: il Bonsaimuseum di Seeboden, il parco del Nockberge, il museo Granatium…

La Carinzia offre ai suoi visitatori appassionati di bicicletta la sua suggestiva e ampia parte della pista ciclabile della Drava che, lunga complessivamente 366 chilometri, ha “chilometro zero” in Italia, a Dobbiaco presso la sorgente della Drava, e attraverso il Tirolo orientale e, appunto, la Carinzia, giunge a Marburgo in Slovenia. La parte strettamente carinziana, di circa 200 chilometri, è largamente praticabile anche dai bambini per la mancanza di dislivelli. Dal punto di vista tecnico, è costruita con materiali quali manto in asfalto, rena e brecciolino, perfetti per la percorribilità su due ruote. La pista ciclabile costeggia per la maggior parte le rive della Drava e nelle vicinanze, ci sono molti laghi balneabili e attrazioni da vedere e un’ampia offerta alberghiera e di ristorazione.

Soprattutto se si arriva da molto lontano, è consigliabile noleggiare le biciclette direttamente sul posto. Molte officine lungo la ciclabile della Drava – la Drauradweg – si sono specializzate nell’assistenza ai turisti e offrono loro un’ampia scelta di biciclette a noleggio. L’ingresso in Carinzia avviene “ufficialmente” durante la seconda tappa che va da Lienz a Greifenburg mentre la terza è interamente carinziana. Imboccando la pista da Greifenburg verso Spittal an der Drau si percorrono circa 38 chilometri. A Spittal an der Drau non perdete la visita al Museo di cultura popolare che è ospitato al castello di Porcia, elegante costruzione rinascimentale iniziata da Gabriel von Salamanca-Ortenburg. Da Spital la pista ciclabile prosegue poi per Villach per poco più di 39 chilometri.

Se avete qualche giorno in più, programmate qualche tappa intermedia per visitare alcune notevoli località della Carinzia tra Spittal an der Drau e Villach. Ad esempio, nei pressi di Spittal an der Drau potete deviare dal percorso e raggiungere Seeboden am Millstätter See dove si può visitare l’incantevole Bonsaimuseum, con i suoi numerosi e ultracentenari alberelli nani, per tremila metri quadri di giardini zen e piante curatissime. Oppure, prendete il sentiero dell’amore di Alexanderhütte di Millstatt am See o, ancora, la strada per Ebene Reichenau, per raggiungere i 184 chilometri quadrati del Parco nazionale del Nockberge.

La Carinzia propone ai suoi visitatori anche i sei chilometri del Sentiero dell’amore, alla ricerca della “pietra dell’amore”: partendo dalla baita Alexanderhütte di Millstatt am See (a 1786 metri di altitudine) si arriva ai 2000, passando per sette tappe panoramiche rappresentate da una lastra su cui è scritta una domanda in tema sentimentale come “Qual è la cosa più pazza che hai fatto per amore?”. Alla fine del percorso, una porta costruita in ferro e tonnellate di granati, la cosiddetta Granattor (porta di granato), libera una memorabile vista sul lago Millstatt, mettendo nel giusto spirito i camminatori per scambiarsi promesse e impegni (per la vita?).

Più prosaicamente, i granati sono esposti in preziosi esemplari al museo dei minerali Granatium a Radenthein, dove è custodito anche il più grosso reperto europeo (di 150 chili); viene data la possibilità ai visitatori di estrarre, in autonomia, pezzi di granato, con la piccola piccozza che si può ritirare all’ingresso. Poi ci si può intrattenere nella lavorazione di questi frammenti con gli utensili che sono messi a disposizione dal museo.

Posto sulla catena montuosa omonima, che è parte delle Alpi della Gurktal, il Parco nazionale Nockberge si eleva fino ai 2441 metri sul livello del mare. Le passeggiate di carattere informativo (il Sentiero dello speik, la valeriana celtica, spiega storia e usi di questa pianta, il Sentiero dei mulini di Kaning è per capire come il grano è trasformato in pane) possono essere approfondite con visite guidate a tema su flora, fauna e geologia di questa riserva della biosfera in Carinzia. O, ancora, la passeggiata di 3 ore da farsi a piedi nudi, per riscoprire la salubrità del “massaggio naturale” che va a concludersi con un bagno riposante alle estremità a base di speik.

Tornando sulla ciclabile della Drava, giunti a Villach sostate per una visita alla cattedra di St. Jakob: la semplicità dell’esterno di questa chiesa a tre navate cela all’interno una sorprendente e complessa volta a stella e a costoloni, vero prodigio architettonico. Vicino all’altare maggiore, sormontato da un baldacchino con statue, risalta il pulpito in pietra del 1555. Ci sono poi numerose tombe, risalenti ad un periodo tra il XV e il XVIII secolo lungo la parete sud e il muro esterno meridionale. In estate si può salire sulla cima del campanile (94 metri, il più alto della Carinzia) e ammirare il suggestivo panorama.

Ripresa la ciclabile, lasciate Villach in direzione Ferlach – una cinquantina di chilometri di percorso nel cuore della Carinzia –, ma mettete in conto qualche sosta lungo il percorso, presso la necropoli di Frög risalente alla cultura di Hallstatt oppure al vicino parco faunistico di Rosegg. Alcuni optano per una deviazione sul lago di Wörthersee, magari con tappa al casinò di Velden. La ciclabile della Drava corre per lo più su argini ben transitabili attraverso l’incantevole valle Rosental. Impressionanti rocce e splendidi castelli e laghi rendono vario il paesaggio. Arrivati a Ferlach, ci si può calare nella tradizione del posto concedendosi una visita a Museo della caccia e dell’armaiolo che ha sede presso il locale castello del XVI secolo.

L’ultima parte carinziana della pista ciclabile della Drava è la tappa di circa 67 chilometri che da Ferlach conduce a Lavamünd. Poiché i boschi scendono perlopiù ripidi verso il fiume, questa volta la pista se ne discosta un poco immettendosi su strade poco trafficate. Lungo il percorso fermatevi a Völkermarkt, con la bella chiesa di Santa Maddalena e il museo civico, e presso la vicina località di Ruden dove si trova il ponte ferroviario di Jauntal, noto ritrovo degli appassionati di bungee jumping.

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