La ciclovia della Bassa pianura pordenonese

La Ciclovia della Bassa Pianura Pordenonese offre favolosi tour in bici, alla scoperta degli angoli più nascosti e sconosciuti del Friuli-Venezia Giulia

Riscoprire i luoghi più insoliti e suggestivi e gli itinerari meno battuti del Friuli-Venezia Giulia in sella alla propria bicicletta. È uno degli obiettivi della ‘Rete delle Ciclovie di Interesse Regionale’ (ReCIR), promosse dalla Regione, per realizzare percorsi ciclabili che interessano tutto il territorio e si collegano alle analoghe infrastrutture degli Stati e regioni confinanti, quali la rete ciclabile italiana “Bicitalia” e quella europea “Eurovelo”.

Tra le nove ciclovie della ReCir, che si svilupperanno complessivamente per oltre 1000 chilometri, c’è anche la suggestiva Ciclovia della Bassa Pianura Pordenonese (FVG 9), che fa parte del tracciato della Ciclovia Noncello-mare che la collega alla Ciclovia del Tagliamento (FVG 6) e alla Ciclovia della pianura (FVG 4).
Si tratta di una delle più importanti vie ciclabili del Friuli Occidentale, che risulta particolarmente strategica anche per il collegamento diretto a Sud con la Ciclovia del Livenza, in Veneto.

Per la maggior parte del suo percorso, il tracciato segue i corsi dei fiumi Meduna e Noncello, attraversando aree di incredibile suggestione e pregio naturalistico. Gli amanti dei tour sulle due ruote ecologiche potranno scoprire e ammirare gli angoli più nascosti e sconosciuti della Bassa Pianura Pordenonese. L’itinerario pianeggiante di 55 km si percorre agilmente, partendo da Talmasson per arrivare a Madrisio, passando per Sesto al Reghena e Morsano al Tagliamento.

L’ideale è percorrerlo senza fretta, così da poter ammirare le splendide località friuliane. Tra queste, merita sicuramente una sosta Sesto al Reghena, in provincia di Pordenone, dichiarato uno dei Borghi più belli d’Italia. Attraversando il caratteristico paesino, potrete ammirare la Fontana di Venchieredo, uno dei luoghi più importanti per la storia della letteratura del Friuli-Venezia Giulia, celebrata dallo scrittore Ippolito Nievo che ambientò proprio in questo paesaggio campestre alcune pagine del suo libro più famoso, “Le confessioni di un italiano”.

Intanto, la Giunta regionale ha provveduto ad un ulteriore aggiornamento della ReCIR., con l’inserimento di due varianti relative alla Ciclovia Alpe Adria Radveg (CAAR). Si tratta dei tronchi Venzone-Gemona-Ponte di Braulins (che diventa la direttrice principale, con in alternativa la Venzone-Bordano-Ponte di Braulins) e la Buja-Parco del Cormor (Udine). L’obiettivo è quello di migliorare la mobilità ciclistica sul territorio regionale, puntando ad un cicloturismo di respiro europeo.

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