Visitar la storia nei forti del Trentino

Forti e trincee della Grande Guerra, disseminati in Trentino, dopo l'opera di recupero sono diventati luoghi turistici

Ripristinate le fortificazioni trentine, candidate per essere siti del Patrimonio Mondiale Unesco. Nell’ottica del centenariodella Grande Guerra che l’anno prossimo prenderà il via con iniziative ed eventi, ora il patrimonio dei presidi militari è restaurato e rivalutato in una veste nuova, come luogo di cultura e storia.

In Trentino sono 80 le fortificazioni costruite dall’Impero Austro-ungarico e tra queste sono stati selezionati 29 edifici, da candidare all’Unesco. Sono opere di controllo e sbarramento collocate in quella che è la via di transito fra l’Europa centrale e il Mediterraneo. Una quindicina di forti furono costruiti a partire dal 1860 intorno a Trento e nelle valli periferiche, per organizzare la difesa contro l’artiglieria nemica (sono opere con muratura in pietra). Ne furono costruiti fino al 1915, di diverse fatture, a seconda delle necessità di difesa.

Si va dal Trincerone sul Monte Zugna fu l’estremo baluardo di difesa contro l’offensiva austro-ungarica scatenata il 15 maggio 1916. Al Forte Strino a Vermiglio, situato a quota 1.538 m, è stato ristrutturato e riconsegnato alla comunità. Fino al Forte Corno, imponente opera bellica che troneggia sulla Valle del Chiese.

Lo stato di conservazione è vario: Si passa dal Forte Belvedere, a Lavarone, ristrutturato e dotato di visite guidate e percorsi, al Forte di Tenna, in Alta Valsugana, volutamente finora lasciato un rudere. Il territorio offre proposte di turismo tra natura e paesaggio, storia e memoria, con passeggiate per tutta la famiglia o con escursioni più impegnative. Esiste un tracciato che collega molti di questi siti, dal Passo del Tonale alla Marmolada: è il Sentiero della Pace che per il Centenario del conflitto sarà interamente recuperato.

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