Questa cupola non ha nulla da invidiare alla Cappella Sistina

La cupola del Santuario di Vicoforte, in provincia di Cuneo, è la più grande al mondo con forma ellittica, ma nessuno lo sa

Il Santuario di Vicoforte, dedicato alla Natività di Maria Santissima, è uno dei principali capolavori del Barocco piemontese e si trova in provincia di Cuneo. La cupola della Basilica è la più grande al mondo tra quelle di forma ellittica ed è la quinta, per dimensioni, dopo San Pietro in Vaticano, il Pantheon di Roma, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze e la cupola del Gol Gumbaz in India.

Le vicende che portarono alla sua costruzione risalgono alla fine del Quattrocento e trovano origine a partire da un pilone votivo che sorgeva in un bosco, di cui oggi non è rimasta più traccia, alla base delle colline di Vicoforte. La posa della prima pietra avvenne nel 1596.

La cupola del Santuario, una superficie di oltre 6.000 metri quadrati, è decorata con l’affresco a tema unico più esteso al mondo: l’affresco, attraverso il tipico modello della teologia per immagini rappresenta alcuni momenti della vita di Maria e la sua assunzione in cielo.

Fin dalla sue origini, ricollegabili a un avvenimento ritenuto miracoloso, il Santuario fu grande centro di devozione e importante meta di pellegrinaggio tanto che, a fine Cinquecento, il Duca Carlo Emanuele I di Savoia individuò nella Basilica il luogo che avrebbe dovuto accogliere le tombe della casa regnante. Soltanto il Duca, però, è sepolto presso il Santuario di Vicoforte, i suoi eredi scelsero la Basilica di Superga.

Si può visitare la cupola e ammirare gli affreschi percorrendo i camminamenti che la circondano. I percorsi organizzarti sono due, il percorso breve e il percorso di salita alla cupola.
Il percorso breve è il più semplice e dura un’ora circa; offre l’opportunità di godere di un suggestivo affaccio all’interno del Santuario, attraverso le balconate poste alla base della cupola, a circa 23 metri di altezza.

Il percorso di salita alla cupola dura due ore circa e consente di raggiungere la sommità dell’edificio godendo di un affaccio mozzafiato dall’alto del cupolino (bisogna salire ben 266 gradini). Poiché si raggiungono punti considerati pericolosi, lungo il percorso i visitatori sono accompagnati da una guida e da un addetto alla sicurezza. Prima di entrare nel cuore dell’opera d’arte, bisogna indossare un elmetto e un’imbragatura, previa simulazione a terra di alcuni passaggi del percorso, per familiarizzare con l’utilizzo dei dispositivi di sicurezza.

Questa cupola non ha nulla da invidiare alla Cappella Sistina