Lo Yeti esiste e vive in Russia

Una teoria vuole che l'Abominevole uomo delle nevi si nasconda sui monti Altaj, al confine della Russia con Cina, Mongolia e Kazakistan

Lo Yeti, quella creatura leggendaria che si ritiene viva nell’Himalaya, nota anche come Abominevole uomo delle nevi, è ancora oggi ricoperto da un fitto alone di mistero. Il 22 settembre 1921 fu avvistata, lungo il sentiero che da Kharta porta a Lhapka-La, una figura scura dalle sembianze vagamente umane, dalle impronte di piedi dalla forma umana.

Da qui tutto ebbe inizio. Dopo ulteriori avvistamenti, nel 1986, uno scalatore scorse, in una regione del Tibet orientale, un enorme essere, ritto sulle zampe posteriori, in posizione bipede, che guardava nella sua direzione con aria minacciosa. E ancora tanti altri si spaventarono dinanzi al “miraggio” di questa sagoma gigantesca.

Oggi si dice che lo yeti abiti gli anfratti degli Altaj e che scorrazzi per i boschi di Kemerovo. E qualcuno sostiene pure che la popolazione dello yeti sia in continuo aumento. Non è un caso che in Russia si sia svolta una conferenza internazionale su tale “abominevole” essere.

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Qui tutti sono sicuri che esista sul serio: si cominciò a parlare di alcuni strani abitatori dei boschi già negli anni Venti. Verso la fine degli anni Settanta, poi, uno dei più importanti giornali  pubblicò un saggio in cui si affermava che, in un villaggio sperduto della zona, una donna yeti si era unita in matrimonio con un trattorista, da cui ebbe dei figli. Il più piccolo dimostrava sin da giovanissimo una forza decisamente superiore a quella di qualsiasi essere umano.

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Leggende a parte, il dottor Igor Burzev, Direttore del Centro Nazionale di Ominologia, dichiara: “Attualmente si ritiene che l’homo sapiens abbia annientato tutti coloro che l’avevano preceduto e prima di tutto l’uomo di Neanderthal, il più vicino a noi. Alcuni si sarebbero salvati riparando nelle zone più impervie e meno abitate. In migliaia di anni si sarebbero adattati a vivere senza strumenti di lavoro, senza indumenti e senza fuoco. Per loro il nemico principale era l’homo sapiens che quindi doveva essere evitato ad ogni costo. Appunto per questo lo yeti rifugge da ogni contatto con chi sarebbe riuscito ad avvistarlo”.

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Oggi gli yeti sembrerebbe che vivano qui, negli Altaj: lo testimoniano le orme di piedi di 30-35 centimetri lasciate nella neve, da cui si ricava che questi ominidi potrebbero arrivare a due metri d’altezza e ad un peso di 250 chili. Ma anche i resti di alcune capanne primitive raccontano di loro. Ed il mistero si infittisce…

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