L’aurora boreale dopo l’ultima tempesta solare: pura meraviglia

Una tempesta geomagnetica è in corso nel campo terrestre e provoca lo spettacolo delle scie di luce


Una tempesta geomagnetica è in corso negli ultimi giorni di ottobre nel campo terrestre e sta creando una serie di aurore boreali nell’emisfero nord del Pianeta. Le regioni più colpite dalla tempesta sono il Nord degli Stati Uniti, il sud dell’Alaska, il Nord Europa e la Russia. Gli osservatori hanno catturato spettacolari immagini di aurore in Finlandia, Norvegia, Danimarca e Svezia, nello Wyoming e nel nord del Wisconsin.

Le tempeste solari consistono in un flusso di potenti particelle radioattive che il Sole espelle nello spazio. La Terra è in gran parte protetta dall’atmosfera e dal suo campo magnetico, ma quando il materiale solare colpisce il campo provoca un disturbo chiamato tempesta geomagnetica, che dà luogo allo spettacolo di luce conosciuto come aurora boreale.

Il 25 ottobre è stato diramato un alert per una tempesta geomagnetica di livello G3 (forte). La scala va da G1 (minore) a G5 (estrema). Il 26 ottobre la tempesta è stato classificata come G2, ovvero di livello moderato.
In questi giorni si prevedono altre aurore, ma solo a latitudini settentrionali: in Canada, Scandinavia, Russia, Alaska.

Le tempeste geomagnetiche possono creare problemi a GPS e comunicazioni satellitari e le loro radiazioni rappresentano una minaccia per gli astronauti che vivono fuori dagli strati protettivi della Terra, anche se la Stazione Spaziale Internazionale è dotata di schermatura per proteggere dalle tempeste solari le persone a bordo. È soprattutto per questo che molti scienziati sono al lavoro per studiare il modo di prevedere, monitorare e comprendere la meteorologia spaziale.

Quanto ai consigli per i viaggiatori a caccia di aurore boreali, gli esperti spiegano che non esiste in assoluto un momento migliore in cui lo spettacolo è assicurato. Statisticamente l’aurora è visibile prima di mezzanotte e poi di nuovo più tardi nel corso della notte, ma possono esserci eccezioni. È consigliabile cercare un punto di osservazione buio e privo di inquinamento luminoso, sperando che non ci siano nuvole e privilegiando le notti vicine alla luna nuova. Le aurore boreali in fotografia appaiono più visibili del reale grazie ai tempi lunghi di esposizione. In realtà quello che dovete cercare nel cielo sono pallide sfumature di verde che salgono nel cielo da Nord.

Le tempeste solari sono stagionali, con picchi in autunno e in primavera. Inutile andare nel Circolo Polare Artico a giugno aspettandosi di vedere un’aurora boreale: non avrete speranza di vederne, a causa delle giornate lunghissime e della notte quasi inesistente.

Da considerare anche il ciclo di attività del Sole, che dura circa 11 anni. L’attività del ciclo attuale ha raggiunto il picco nel 2014 ed è in calo: questo è l’ultimo inverno in cui le probabilità di vedere un’aurora boreale sono alte:. Poi bisognerà aspettare fino al 2025.

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