Viaggiare rende più intelligenti: lo dice la scienza

Chi viaggia ha una mente più creativa e brillante rispetto a chi preferisce rimanere a casa

Viaggiare rende più intelligenti e creativi: lo confermano gli studi scientifici. Numerosi psicologi e studiosi di neuroscienze studiando la connessione tra viaggi e intelligenza hanno scoperto che chi viaggia ha decisamente una mente più creativa e brillante rispetto a chi preferisce rimanere a casa.

1. I viaggi stimolano la mente
I percorsi neurali sono elastici e sensibili al cambiamento. Essi vengono influenzati dal proprio ambiente e quando quest’ultimo cambia, vengono maggiormente stimolati. Sperimentare nuove esperienze, anche solo vedendo, toccando o sentendo qualcosa di nuovo, o sperimentare interazioni più complesse come quelle che ci mettono in relazione con nuove culture o persone, sveglia e rivitalizza la mente, che diviene più vivace e creativa. Del resto è dimostrato che uscire dalla propria zona di comfort stimola l’intelligenza e la creatività. I viaggiatori accaniti affetti dalla sindrome di wanderlust dunque hanno una mente più pronta ed elastica rispetto a coloro che preferiscono rimanere comodamente a casa.

2. I viaggi favoriscono l’apertura mentale  
Viaggiare allarga l’ampiezza di vedute e rende migliori, ma non solo. “I viaggi all’estero aumentano sia la flessibilità cognitiva che la profondità di pensiero e la capacità di elaborare connessioni tra diversi concetti” ha dichiarato Adam Galinsky, studioso della Columbia University di New York in un’intervista a The Atlantic Magazine. Quanto più si interagisce con nuove persone e culture, più la mente diventa creativa.

3. Il tempo trascorso all’estero è direttamente correlato alla creatività
Lo studio di Galinsky in particolare ha dimostrato una diretta correlazione tra la produzione creativa degli stilisti di moda e la quantità di tempo trascorsa all’estero. Oltre al fatto che molti designer trovano maggiore ispirazione in luoghi diversi da quello in cui vivono, c’è da considerare soprattutto che trovarsi in un posto nuovo spinge a essere più creativi. Non solo si vedono cose nuove e insolite ogni giorno, ma le si considerano sotto una luce diversa: il che è fondamentale per la creatività e per l’intelligenza.

4. Le persone più creative sono quelle che si immergono nelle altre culture
Lo studio dello scienziato della Columbia ha anche evidenziato che chi fa parte del jet-set internazionale si sposta da un luogo all’altro così rapidamente che non ha abbastanza tempo per immergersi nella cultura dei Paesi in cui viaggia. La ricerca ha dimostrato che le persone che si prendono del tempo per conoscere veramente un luogo si rivelano più creative. In pratica, un viaggio mordi-e-fuggi non vi farà diventare più intelligenti: per stimolare la creatività è necessario interagire in profondità con i luoghi visitati.

5. I viaggi aiutano a conoscere meglio se stessi e a rafforzare la propria identità
Viaggiare aiuta a definire la propria identità. Secondo Mary Helen Immordino-Yang, professore di psicologia alla University of Southern California, “la capacità di entrare in contatto con persone provenienti da ambienti diversi dal proprio e la possibilità di uscire dalla zona di comfort sociale aiuta a rafforzare la propria identità”.

6. Viaggiare rende meno razzisti e il razzismo rende meno intelligenti 
Galinsky sottolinea che le persone che amano viaggiare possiedono una mente più elastica e sono maggiormente portati a individuare somiglianze tra se stessi e gli abitanti del Paese che stanno visitando: il che le porta ad avere più fiducia per l’umanità nel suo insieme.
Uno studio dell’Università di Tel Aviv ha recentemente scoperto che il razzismo – o, più specificamente, la convinzione che ogni razza ha un’ “essenza” di fondo che la rende diverso da altre razze- contribuisce a uno stile di vita più rigido di pensiero che ostacola la creatività e l’elasticità della mente.

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