Vacanze nei Paesi a rischio: andare o non andare? Ce lo dice Pier Ezhaya

Si può andare in Egitto come si faceva un tempo? Pier Ezhaya, Vice Presidente Vicario di Astoi Confindustria Viaggi e Chief Operating Officer di Alpitour, risponde a SiViaggia

Milano, 11 gennaio 2016 – I fatti di cronaca stanno tenendo lontani i turisti da destinazioni meravigliose che un tempo venivano prese d’assalto tutto l’anno. Mete calde, vicine, economiche. Come la Tunisia, la Turchia, ma soprattutto l’Egitto.

Abbiamo intervistato Pier Ezhaya, Vice Presidente Vicario di Astoi Confindustria Viaggi, l’associazione dei tour operator italiani, nonché Chief Operating Officer di Alpitour, il primo gruppo turistico italiano, che ci ha spiegato dove si può e non si può andare oggi.

“Nell’estate del 2016 molti tour operator, come Alpitour, per esempio, non hanno operato sulla Tunisia né sulla Turchia” ha raccontato Ezhaya. “Non c’erano voli charter che portassero i turisti in questi Paesi e, anche quando un cliente voleva effettuare una prenotazione verso una di queste due destinazioni, noi non l’abbiamo accolta. Per la prossima primavera-estate 2017 è ancora tutto da vedere. Si deciderà in base alla situazione”.

Ezhaya ci rassicura, invece, sull’Egitto: “L’Egitto, invece, è una destinazione aperta e sta ripartendo abbastanza bene”, ha spiegato. “Certo non sono numeri importati come quelli di un tempo. Comunque ora in Egitto si può andare come si faceva prima, naturalmente non ovunque”.

E qui distingue le località di mare dagli itinerari culturali.

“Partiamo dalle destinazioni balneari. Si possono raggruppare tre poli. Il primo polo riguarda la parte Nord che dà sul Mediterraneo ovvero Marsa Matrouh ed El Alamein: sono mete prettamente estive, quindi ora gli alberghi sono chiusi perché non c’è abbastanza caldo per fare una vacanza al mare, ma la scorsa estate erano operative e lo saranno amche nell’esatte del 2017.

Il secondo polo è Sharm el-Sheikh, sulla penisola del Sinai. Sharm è sempre stata la metà più ”gettonata” dal turismo italiano e ora sta recuperando numeri di arrivi molto importanti, sebbene l’incidente all’aereo russo avvenuto nell’ottobre del 2015 e la confusione che a volte si crea tra Nord e Sud del Sinai rallentino un poco la velocità della ripresa. Va detto, infatti, che Sharm si trova a Sud della penisola del Sinai mentre la zona Nord, al confine con Israele, è quella più a rischio.

Il terzo polo consiste nel Mar Rosso continentale, con le località di Hurghada e Marsa Alam, che sono entrambe in forte ripresa. Hurghada, per esempio, è stata presa letteralmente d’assalto dai tedeschi e Marsa Alam lo è stata sia dai tedeschi sia dai nostri connazionali ed è quindi ripartita alla grande e sta funzionando più di Sharm.

Per quanto riguarda l’Egitto considerato più culturalmente interessante, quello della navigazione sul Nilo, con Luxor e Assuan, c’è da dire che i tour operator hanno praticamente smesso di venderlo o la fanno in maniera sporadica. Innanzitutto il motivo è lo sconsiglio della Farnesina sulla zona interna dell’Egitto, compresa Il Cairo. Ma principalmente la ragione è che non ci sono navi che in questo momento stiano navigando tra Luxor e Assuan, proprio perché non ci sono neppure i volumi minimi di clienti che ci vogliano andare e nessun tour operator che garantisca il viaggio. Certo, ci sono comunque navi che operano e pertanto se una persona volesse a tutti i costi fare la crociera sul Nilo la può fare prenotando su siti specializzati o contattando corrispondenti locali o anche qualche tour operator nazionale, ma di fatto i grossi tour operator non si prendono la responsabilità di noleggiare interamente una nave.

L’ente del Turismo egiziano è partito con una grossa campagna di comunicazione a livello mondiale (#ThisIsEgypt) per promuovere i viaggi nel Paese. Il turismo conta per l’11-12% del Pil dell’Egitto pertanto ha necessità di far ripartire questo aspetto fondamentale della sua economia.

Inoltre, l’Egitto a mio avviso, offre dei valori che nessun altro Paese ha. Mi riferisco in particolare all’aspetto economico: non c’è nessun’altra destinazione al mondo che lo eguagli. L’Egitto è molto accessibile a tutti ed è questo il vero valore di questa destinazione: del resto, in quale altro Paese al mondo si può trascorrere una vacanza al sole, in una località vicina, in un hotel a cinque stelle, dove si mangia bene e ti trattano bene con soli 600 euro?”.

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