L’inverno si avvicina: prime gelate in Siberia e prima neve sulle Alpi

L'estate sta finendo e si iniziano a vedere i primi effetti stagionali alle porte dell'autunno

L’aria fredda di origine artica, nello scorso fine settimana, ha portato sulla Siberia le prime gelate stagionali. Non è ancora tecnicamente autunno, ma le giornate più corte e lo scarso soleggiamento hanno favorito l’abbassamento delle temperature.

A Ojmjakon, nella tundra accanto al fiume Indigirka nell’est della Siberia, sono stati registrati -9°C. Questo piccolo villaggio è considerato una sentinella del freddo, polo nord del freddo insieme a Verchojansk e Tomtor.

Si tratta del primo vero raffreddamento che sancisce la svolta termica. Da qui in avanti le nevicate ricopriranno il suolo e le foreste della regione. La copertura di neve, qui si sono verificate già precipitazioni nevose con accumuli intorno ai 5-6 cm., contribuirà ad abbassare ancora di più le temperature ai bassi strati dell’atmosfera. È il cosiddetto effetto Albedo. Quest’area fredda porterà l’avanzata dell’inverno anche sull’Europa continentale e meridionale.

Nel weekend sono arrivate le prime nevicate sulle montagne della Granda, la provincia di Cuneo, nello scorso weekend una forte pioggia si è abbattuta in pianura, mentre oltre i 2.300 metri di quota è nevicato, così da avere imbiancato l’arco del Monviso. In Alta Valsusa e al Sestriere, il Comune più alto d’Italia, c’è stata la prima spolverata di neve.

Nella giornata di domenica sotto una fitta coltre di nebbia si sono registrate temperature attorno allo zero anche al Passo dello Stelvio dove la neve è arrivata per la prima volta in questa stagione.

La neve è caduta anche sulle Alpi Orientali sulle Dolomiti: un leggero nevischio si è depositato su Marmolada, Tre Cime di Lavaredo e Passo Gardena. Lo zero termico è ancora spostato oltre i 2.000 metri, le nevicate influiscono più che altro sul paesaggio. Le cime più alte risultano imbiancate.

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