Canyon, gole e forre: ecco gli orridi più spaventosi in Italia

Camminare lungo passerelle a strapiombo su gole profonde

Tra le gite più belle che si possono fare con la bella stagione in montagna ci sono le avventurose passeggiate sugli orridi, gole profonde scavate nella roccia dalla forza dell’acqua nel corso dei secoli. Questi canyon assumono forme incredibili che dimostrano la potenza e la maestrìa di Madre Natura, ma anche la sua potenza. I canyon o forre o gole che dir si voglia sono profondissime, strettisime e spesso fredde e buie tanto da essere davvero spaventose. Ma è proprio questo il loro bello. Ecco gli orridi più famosi da visitare.

Gli Orridi di Uriezzo, Val d’Ossola
Sono profonde incisioni scavate nella roccia, provocate dai torrenti che un tempo scorrevano sul fondo del ghiacciaio che occupava interamante la Val Formazza. La peculiarità degli orridi di Uriezzo consiste nel fatto che il torrente che li ha modellati non percorre più queste strette incisioni, così oggi è possibile camminare agevolmente al loro interno. Consistono in una serie di grandi cavità subcircolari separate da stretti e tortuosi cunicoli. Le pareti sono tutte scolpite da nicchie e scanalature prodotte dal moto vorticoso e violento di cascate d’acqua e, in certi punti, si avvicinano talmente tanto che dal fondo non permettono la vista del cielo. L’ambiente più spettacolare è quello dell’Orrido Sud, lungo circa 200 metri e profondo da 20 a 30 metri, chiamato dagli abitanti del luogo Tomba d’Uriezzo.

Orrido di Bellano, Lecco
E’ uno dei canyon più famosi d’Italia ed è un monumento naturale. La gola naturale si è formata 15 milioni di anni fa a causa dell’erosione delle acque del torrente Pioverna, le cui acque, nel corso dei secoli, hanno modellato gigantesche marmitte e suggestive spelonche. I tetri anfratti, il cupo rimbombo delle acque tumultuose che hanno ispirato moltissimi scrittori, hanno fatto dell’orrido la località turistica più nota del Lario. Un edificio a picco sull’orrido, la Cà del diavol, evoca nell’immaginario collettivo paure e riti satanici, rendendo palpabile il fascino misterioso del luogo. Una passerella di cemento consente di ammirare la bellezza di un luogo veramente unico. Aperto tutti i giorni da aprile a settembre (d’inverno solo nei weekend e nei giorni festivi) costa 3 euro.

Orrido di Pradis, Pordenone
Oltre 500 metri sul livello del mare, nel cuore delle Prealpi Carniche, si trovano centinaia di cavità di origine carsica. Qui la natura è incontaminata e il luogo è magico. La discesa all’orrido, con le sue cascate, gli archi naturali, le grotte e le cavità, è un ambiente unico per la sua bellezza. Qui la forza della natura e dell’acqua si mostrano con tutta la loro potenza e maestosità. Un atlante di geologia all’aria aperta che ha affascinato generazioni di visitatori, dalla preistoria fino ai giorni nostri. L’ingresso costa 3 euro.

Orrido di Botri, Lucca
E’ una spettacolare gola calcarea alle pendici dei monti Rondinaio e Tre Potenzecon ripide pareti scavate in profondità dalle fredde acque dei torrenti Mariana e Ribellino che si congiungono formando il Rio Pelago. Le impervie pareti dell’orrido arrivano in alcuni punti fino a 200 metri di altezza e, da sempre, costituiscono un sito di nidificazione ideale per l’Aquila reale. Le visite partono da Ponte a Gaio, unico accesso alla gola, dove si trova il centro accoglienza del Corpo Forestale dello Stato e la biglietteria. Il sito è aperto da giugno a settembre. L’ingresso costa 14 euro con casco e guida.

Orrido di Foresto, tra Bussoleno e Susa (TO)
Questa forra si trova all’interno di una riserva naturale sul versante esposto a Sud della Val di Susa. Ha pareti strapiombanti ed è chiusa a Est dagli ultimi rilievi della costiera che dal Monte Palon scende verso il fondovalle. Questa zona fu frequentata dall’uomo fin dalla preistoria, come testimoniano i ritrovamenti avvenuti nei ripari sottoroccia a monte dell’orrido. Una buona rete di sentieri permette di esplorare la zona e di raggiungerne molti degli angoli più interessanti. L’itinerario che percorre l’Orrido di Foresto è di tipo alpinistico ed è stato attrezzato con una via ferrata.

Orrido di Nesso, Como
L’orrido è formato dalla confluenza dei due torrenti: Tuf e Nosè, che precipitando tra le rocce formando una ripida cascata; il dislivello dall’inizio della cascata alle acque del Lario è di circa 200 metri, un percorso fra gole strette e profonde, modellate dallo scorrere incessante delle acque. L’orrido di Nesso aveva attirato anche l’attenzione di Leonardo da Vinci: si può trovare la citazione: Nesso, terra dove cade uno fiume con grande empito, per una grandissima fessura di monte nel Codice Atlantico. L’orrido divide l’abitato in due con una scrosciante cascata. Lo spettacolo si può ammirare dalla strada provinciale 583 Lariana oppure scendendo fino al lago con la caratteristica gradinata di oltre 340 scalini affiancata dalle case, da un antico ponticello romanico che congiunge le due sponde del corso d’acqua.

Orrido di Sant’Anna, Cannobio
Si trova a 3 km dal punto in cui il torrente Cannobino si getta nel Lago Maggiore. Nel corso dei secoli l’acqua ha eroso le pareti rocciose dell’angusta valle circostante, creando una stretta spaccatura dove le acque scorrono impetuose. Due ponti permettono di attraversarle dall’alto: uno medievale (detto ‘dell’agostana’) che consente il transito solo ai pedoni, e uno più moderno che permette il passaggio in auto. Le verdissime acque dell’orrido, densamente popolate dalla trota fario, sono piuttosto fredde d’estate (15-16°C) e in inverno raggiungono una temperatura di 2-3°C. La profondità massima è di 25 metri.

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