Barcellona mette il numero chiuso sui turisti

La legge sul numero di turisti limita i posti letto disponibili e blocca la costruzione di nuovi alberghi in alcune zone della città

Non appena eletto, a giugno 2015, il sindaco Ada Colau, ha dichiarato di voler regolarizzare la presenza di turisti “affinché Barcellona non diventi una nuova Venezia“. I turisti in alcuni periodi infatti superano di 4 volte gli abitanti della città. “La tranquillità degli abitanti di Barcellona è seriamente in pericolo” aveva dichiarato nel 2014, poco prima di diventare sindaco.

Il maggio scorso, la città stava prendendo in considerazione una nuova tassa per i turisti e oggi questo limite per i turisti è diventato realtà: è stata infatti approvata una legge che aiuterà a ridurre il limite di turisti nella città.

Questa tassa riguarda non tanto la presenza di turisti nella città, quanto la disponibilità di posti letto per il pernottamento, sia hotel, sia appartamenti. Mette addirittura un freno alla costruzione di nuovi hotel in alcune zone della città e alle licenze per chi affitta appartamenti come quelli disponibili, per esempio, su Airbnb.

Secondo il Guardian, attualmente a Barcellona ci sono 75.000 posti letto negli hotel, circa 50.000 letti negli appartamenti affittati legalmente e altri 50.000 in quelli affittati in maniera illegale. Circa 17.000 appartamenti son stati convertiti in sistemazioni per turisti, diminuendo drasticamente la disponibilità di alloggi per i residenti.

Molti però si sono opposti a questo provvedimento, perché il turismo è una parte molto importante del reddito di Barcellona. Secondo Manel Casals, direttore generale dell’associazione Hotel di Barcellona, dei 32 milioni di turisti che hanno visitato Barcellona lo scorso anno, soltanto 8 milioni hanno pernottato in hotel, mentre 23 milioni erano turisti che si fermavano soltanto un giorno e che spendevano molto poco nella città. “Limitanto il numero di letti non si regola il flusso turistico” ha dichiarato Manel Casals, “Si regola soltanto il luogo dove le persone andranno a dormire”.

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