Viaggio in Indonesia, cosa vedere e quando andare

Oltre 17.000 isole, ognuna diversa e più bella dell'altra

Prendete la Sardegna, la Sicilia, la Corsica, le Eolie e e poi ancora le Baleari, Capo Verde, Cicladi e Sporadi e non avrete fatto che un millesimo dell’Indonesia. Nel senso che lo Stato Asiatico etichettato con quel nome in realtà è l’insieme di oltre 17.000 isole, ognuna diversa e più bella dell’altra. Ragion per cui non basterebbero sette vite per visitarla tutta.

Ecco perché andare in vacanza in Indonesia può voler dire tutto e niente. O meglio, sarebbe come dire: “Vado alle Canarie, a Creta, Cipro e Ponza”.
Quando andare in Indonesia? Chi sceglie di trascorrere lì le proprie vacanze estive, complice anche il fatto che, a differenza della Malesia e della vicina Thailandia, luglio e soprattutto agosto sono mesi caldi ma secchi, senza grandi acquazzoni, normalmente si indirizza verso quelle che sono le mete più turistiche e conosciute: Sumatra, ma soprattutto Bali e, un pochino in crescita negli ultimi anni, Lombok, ancora selvaggia e inesplorata e le famose Molucche, le isole delle spezie. Anche perché, problema tempo a parte, le distanze tra le isole non sono irrilevanti, necessitano di spostamenti in aereo lunghi e abbastanza dispendiosi.

Ma forse pochi sanno che proprio vicino a Bali, a solo un’ora di speed boat ci sono 3 meravigliose isole tropicali, le Gili Island, che compensano alla grande il mare non proprio bellissimo – a meno che siate patiti di surf – dell’isola hindu, e che la stessa Lombok è una valida alternativa, altrettanto bella ma molto meno turistica, della stessa Bali.

In realtà Bali potrebbe essere un perfetto punto di partenza. Anche perché, caos turistico a parte, non si può prescindere dalla magia fatta di colori, suoni e profumi, dell’unica isola a maggioranza induista dell’Indonesia. Che proprio per questo motivo ricorda moltissimo, per cerimonie, musica e tradizoni, l’India. Girare per l’isola, affittando un motorino (ma facendo molta attenzione ai balinesi, oltre ad avere la guida a sinistra, sono dei pazzi spericolati al volante!) e inoltrandosi nell’entroterra, tra i campi di riso, facendosi guidare di molteplici richiami delle cerimonie nei templi, è una esperienza bellissima e indimenticabile.

Dimenticatevi il caos e il turismo (anche sessuale) delle brutta Kuta, spingetevi a sud nella bellissima penisola del Bukit, dove i templi sono a picco sul mare o fino alle spiagge più tranquille di Padang Bay, a nord-est. Senza dimenticare l’entroterra e in particolare Ubud, cuore artistico di Bali, dove i negozietti di artigianato si alternano alle gallerie d’arte degli artisti locali e a fantastici centri massaggio. Lì, con 6-7 euro ci si può sollazzare un’ora intera, scegliendo tra riflessologia plantare, massaggi shiatzu o quelli ayurvedici. Imperdibile la visita al Monkey Forest Temple, dove centinaia di macachi liberi e dispettosi, non mancheranno di avvicinarsi alla ricerca di cibo. Attenzione a occhiali da sole, macchine fotografiche e videocamere: sono la loro passione!

Il mare non è il punto di forza di Bali. Spesso mosso e ondoso, può risultare molto pericoloso. Ma basta prendere una nave veloce (o il più economico anche se meno comodo ferry locale) per arrivare in un vero angolo di paradiso: le Gili Island. Tre isolette dal mare caraibico (la più vicina all costa, Gili Air, la più tranquilla e selvaggia, Gili Meno e la più divertente e animata, Gili Trawangan), dove non esistono veicolo a motori, nemmeno i motorini, e l’unico mezzo di locomozione è rappresentato dai carretti trainati dai cavalli.

Se Gili Meno è la meta preferita delle coppiette innamorate, Trawangan, presa d’assalto i fine settimana dai giovani australiani (i voli low cost dal nord Australia, Darwin in primis, sono molto economici e veloci, per cui i ragazzi spesso ci trascorrono anche solo qualche giorno) è il perfetto compromesso per chi vuole immergersi di giorni in un acquario naturale (tante possibilità di fare immersioni, ma anche semplicemente snorkelling) e di sera nella “movida” del posto. Ma dimenticatevi lo sballo discotecaro di Ibiza o Riccione: qui ci si diverte nei moltissimi locali che costeggiano lo spiaggia, a suon di musica pop o reggae (la comunità rasta è molto presente sull’isola), ballando sui tavoli, ascoltando concerti dal vivo e sperimentando i famosi “Happy mushroom”, i funghetti della felicità?

Di fronte alle Gili Island c’è Lombok, isola grande e bella tanto quanto Bali ma decisamente più selvaggia e inesplorata. Che merita sicuramente una tappa. Fosse anche solo perché, a parità di natura e bellezze naturali, i costi sono decisamente più bassi.

E per chi avesse ancora qualche giorno a disposizione, dopo essersi rigenerato spiritualmente a Bali e aver folleggiato a Trawangan, consigliamo vivamente una mini crociera per le isole del Nusa Tengara orientale (anche dette le isole della Sonda), in particolare Flores e Komodo, alla scoperta dei famosissimi dragoni. Che non sputano fuoco e non sono una leggenda: trattasi di rettili giganti, i cosiddetti Varani di Komodo, appunto decisamente poco pacifici (sono carnivori e parecchio aggressivi) ma che vale assolutamente la pena di conoscere, anche perché esistono solo in questa parte del mondo! Ci sono numerose soluzioni di crociera da quelle parti, la maggior parte riservate ai patiti della subacquea -le immersioni sono splendide, tra squali, delfini e mante giganti- ma anche ai semplici amanti del mare.

A questo punto, ne siamo certi, sarete già follemente innamorati dell’Indonesia: della sua popolazione pacifica e gentile, della vita rilassata e – per noi- decisamente economica, dove si può dormire e mangiare con pochi euro e farsi coccolare con poco più, del mare bellissimo e della natura varia e incontaminata. Resterebbero da fare e vedere mille altre cose, dalle selvagge e profumate Molucche, al meraviglioso parco marino di Bunaken. Ma non basta una vita, e un articolo, per raccontare tutto…

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