Viaggio a Erevan, centro di spiritualità nel cuore dell’Armenia

Alla scoperta di Erevan e dintorni, immersi nella spiritualità di una cultura millenaria alla scoperta di luoghi sacri dell’Armenia.

Il centro dell’Armenia è il cuore della spiritualità cristiana del Paese; qui è concentrata una parte dei monasteri più importanti e conosciuti. Situati in posizioni dominanti con architetture austere ma allo stesso tempo eleganti, sono esempi di ingegno spesso avvolti in quell’alone di magia e silenzio che invogliano il visitatore a scoprirli. In questa guida indicheremo alcune mete da visitare in viaggio nella capitale Erevan, alle pendici del monte Ararat, e nei suoi dintorni all’insegna della spiritualità.

A mezz’ora di strada da Erevan si raggiunge la città di Echmiatsin – anche indicata come Vagharshapat -, dove san Gregorio Illuminatore fondò la chiesa apostolica in Armenia. La prima, costruita nell’anno 303, dedicata alla Madre di Dio. Il luogo di Vagharshapat è parte del patrimonio mondiale dell’Unesco: questa onorificenza la si deve al fatto che è un territorio dall’importante valore storico artistico e religioso. È considerata la più antica cattedrale al mondo.

La cattedrale di Vagharshapat possiede tre ingressi: il primo, che è quello del campanile, il secondo e il terzo a nord-est e sud-est; un quarto ingresso situato nell’area dell’angolo orientale, ma non accessibile poiché murato, è comunque visibile l’arco che ne attesta l’esistenza. La cattedrale sorge su un giardino quadrangolare dove si trovano altri edifici riservati ai monaci oltre che al seminario.

In questo luogo, a breve distanza da Erevan, sono custodite preziose reliquie come la Lancia Sacra di Antiochia conosciuta anche come lancia di Longino, frammenti di legno riconducibili all’Arca di Noè e altre reliquie appartenenti agli apostoli Pietro, Andrea e Giuda Taddeo. Oltre alla cattedrale di Echmiadzin si potranno ammirare in città le chiese di Santa-Gaiana e Santa-Ripsima e Shoghakat appartenenti al VII secolo, le quali custodiscono preziosi esempi di arte ecclesiastica armena.

Decidere di intraprendere la strada dei monasteri nel centro dell’Armenia vi permetterà di conoscere luoghi e siti eccezionali, ma il viaggio stesso vi regalerà splendide emozioni poiché è la natura stessa ad offrirle. L’arte e la splendida natura del Caucaso formano un connubio perfetto che permette di apprezzare e rimanere stupiti davanti a Khor Virap, a sud di Erevan. Si tratta di un monastero in pietra rossa arroccato su un’altura rocciosa alle pendici del Monte Ararat che lo abbraccia alle spalle. Una meraviglia!

Costruito durante il regno di Arshakidi su una collina che, in quell’epoca, serviva da carcere per i condannati, il monastero ospitò proprio san Gregorio Illuminatore fondatore del cristianesimo in Armenia, detenuto in un pozzo per 12 anni per ordine del re pagano Tiridate III. Gregorio, ritenuto reo di aver professato e diffuso la religione, venne poi liberato per ordine della sorella del re in seguito ad una visione. La liberazione del santo avrebbe permesso a Gregorio di guarire il sovrano da una malattia e di accoglierne la conversione. È possibile visitare il pozzo profondo 6/7 metri sopra il quale è stata costruita la chiesa intitolata al santo.

Dirigendosi a nord est di Erevan, percorrendo una sessantina di chilometri, in una valle dei monti Geghama, nella provincia di Kotayk, si incontra Geghard uno dei più bei monasteri dell’Armenia. La particolarità è nella sua edificazione: in parte è stato costruito in modo classico e in parte sfruttando l’erosione della roccia che è adornata da bassorilievi stupendi così come l’interno illuminato dalla luce naturale che filtra da feritoie.

Anche se la cappella di Geghard risale al 1215, il monastero venne fondato nel IV secolo da san Gregorio Illuminatore dove sgorgava una sorgente sacra all’interno di una grotta. La cappella dedicata al santo è di forma rettangolare con un’abside a ferro di cavallo e ai lati si trovano i vari cunicoli scavati nelle pareti rocciose. Probabilmente le mura interne erano affrescate poiché sono ben visibili tracce di intonaco e parti di affreschi.

Il nome antico del monastero era Ayrivank che tradotto significa “il monastero della grotta”. Alcune delle chiese che fanno parte del complesso di Geghard sono scavate nella parete rocciosa; altre sostenute da parti in muratura e parti di roccia. Poco distante dal monastero si trova il tempio Garni che ricorda strutturalmente il Partenone.

Sono molte le mete nei dintorni di Erevan che si possono raggiungere per stupirsi ancora di fronte alla storia del cristianesimo, alcune in piena conservazione e altri più in decadenza. Zvartnots, ad esempio, un altro sito molto importante nella periferia di Erevan (a circa 15 chilometri) anch’esso inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’Unesco dal 2000.

L’interno della chiesa di Zvartnots vanta preziosi affreschi e una pianta a croce greca a tre navate; secondo alcuni studi in seguito agli scavi condotti da Toros Toromanian, la struttura doveva avere tre piani. L’esterno della chiesa era un poligono a 32 facce che da lontano doveva sembrare di forma circolare. La prima banconota da 100 dram riportava il disegno di questa cattedrale.

I monasteri armeni sembrano tante sentinelle e alcuni di questi trasmettono in pieno il fervore con il quale il popolo armeno è custode del culto religioso; questi luoghi così fuori dal tempo non lasciano spazio alla suggestione perché è già la loro storia a non lasciare indifferenti. Tornati nella capitale, vi suggeriamo di godervi la città più frivola, ma non meno stimolante dal punto di vista culturale, della musica, del cinema e dell’enogastronomia.

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