Un giorno a Ferrara, tra le meraviglie degli Estensi

Cosa vedere a Ferrara, nel centro storico, sulle tracce delle bellezze e della storia della città, dal Castello Estense alla cattedrale di San Giorgio

Ferrara, perla rinascimentale con il centro storico medievale, città di arte e letteratura, delle mura di palazzi antichi, delle tante biciclette dei ferraresi che misurano attente il reticolato urbano, accoglie generosa e placida i turisti che sempre la visitano. La nota definizione di “città delle biciclette”, associata a Ferrara, descrive bene lo spirito della città: atmosfera rilassata, centro storico con poche automobili e spazi vivibili, persone operose ma che sanno anche godersi il bello della vita.

Molti sono i percorsi che si possono scegliere per andare alla scoperta di Ferrara. Di certo si deve partire dal Castello Estense – o castello di San Michele – simbolo indiscusso della città, che sorge nel centro storico ed è uno dei rari esempi di castello con fossato regolarmente colmo d’acqua, ancora visibile ai giorni nostri in Italia.

La prima pietra di questa fortezza è stata posata il 29 settembre 1385, come inizio del progetto dell’architetto Bartolino da Novara a cui il marchese Niccolò II d’Este affidò la responsabilità dell’opera. Nel corso del tempo il Castello Estense ha dimostrato la potenza dei suoi signori – soprattutto nel Rinascimento – e ha svolto ruoli diversi: sede dei soldati di corte, con magazzini, officine, scuderie, armerie e tutto quello che serviva per mantenere in efficienza il piccolo esercito che vi alloggiava.

Poi, progressivamente, la parte alta del palazzo si è sempre più arricchita per diventare degna sede della residenza nobiliare degli Este. Visitando il castello si possono vedere le prigioni e le cucine al piano terreno e, salendo ai piani superiori, si ammirano gli ambienti più riccamente decorati: le sale dei giochi, la cappella ducale, la Loggia degli Aranci, la Sala del Governo e la Sala degli Stemmi. Il castello è oggi sede di eventi, visite guidate, animazioni teatrali e attività dedicate ai bambini.

La cattedrale di Ferrara, dedicata a San Giorgio – poco distante dal Castello Estense – colpisce per la sua grande facciata di marmo bianco e il bellissimo protiro sorretto da due colonne che raffigurano un vecchio e un giovane seduti su due leoni. Costruita a partire dagli inizi del XII secolo, la chiesa ha subito ampliamenti nei secoli seguenti e oggi appare ai visitatori come un affascinante miscuglio di stili, dal romanico al barocco.

Al centro del portale d’ingresso è raffigurato San Giorgio che uccide il drago. Il suo campanile rinascimentale, opera attribuita a Leon Battista Alberti, è rimasto incompiuto. La chiesa si affaccia lateralmente, con la sua Loggia dei Mercanti, sulla grande piazza Trento e Trieste (già piazza delle Erbe) dove, fra gli altri palazzi storici, c’è anche il gotico Palazzo della Ragione.

Sulla stessa piazza, ospitato nella ex chiesa di San Romano, c’è il prezioso Museo della cattedrale. Vi sono esposte la maestosa Madonna della Melagrana (1403-1406), di Jacopo della Quercia, e le eleganti opere quattrocentesche di Filippo Solari, Andrea da Carona e Bernardo Rossellino, le forme del Maestro dei Mesi e le monumentali ante d’organo raffiguranti San Giorgio e il Drago e l’Annunciazione di Cosmè Tura.

Passando sotto l’arco posto di fronte alla facciata della cattedrale ci si ritrova nella piazzetta dominata dal palazzo municipale, un tempo noto come Palazzo Ducale poiché è stata la residenza degli Estensi fino alla costruzione del vicino castello. L’ingresso è ornato dall’imponente Scalone d’Onore, opera dell’architetto Pietro Benvenuto degli Ordini, il quale progettò anche la piazza stessa.

Allontanandosi un po’ dalla cattedrale, ritornando verso il castello e superandolo, dal lato di viale Cavour, si trova corso Ercole I d’Este, forse uno dei viali più belli d’Europa privo di negozi e attività commerciali. Percorrendolo, si resta rapiti dalla bellezza dei palazzi che si incontrano. Fino al Palazzo dei Diamanti, caratteristico edificio animato da 8.500 blocchi di marmo bianco, striati di rosa, a formare la sua struttura esterna.

Il Palazzo, progettato da Biagio Rossetti e costruito a partire dal 1493, fu il cuore della cosiddetta “Addizione Erculea”, cioè l’allargamento della città voluto da Ercole d’Este. All’interno il palazzo presenta un bel cortile rinascimentale con chiostro e pozzo. L’edificio accoglie le importanti temporanee organizzate dalle Gallerie d’arte moderna e contemporanea di Ferrara. Al primo piano l’edificio c’è la Pinacoteca nazionale di Ferrara con le sue collezioni di eccezionale valore che comprendono opere di Cosmè Tura (Martirio e Giudizio di San Maurelio), Andrea Mantegna (Cristo con l’Animula della Vergine), Ercole de’ Roberti e Dosso Dossi.

Spostandosi in un’altra parte del centro, si arriva poi al Palazzo Schifanoia, fatto erigere da Alberto V d’Este nel 1385, come luogo d’ozio in cui “schivar la noia”. Fu poi Borso d’Este a dare a sistemarlo come è conosciuto oggi, per celebrare il suo essere elevato al rango di primo duca di Ferrara da parte di papa Paolo II. Borso decise così di festeggiare il suo potere con un salone decorato con uno straordinario ciclo di affreschi: nasce, intorno al 1470, il Salone dei Mesi, il più grande ciclo rinascimentale di affreschi pagani in cui, più o meno allegoricamente, si celebra il buon governo del duca attraverso la mitologia e l’astrologia.

Per realizzare l’opera in poco meno di un anno, il duca chiamò a lavorare artisti dell’Officina Ferrarese tra i quali Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti. Il salone è lungo 24 metri, largo 11 e alto 7,5 e il ciclo dei mesi dell’anno inizia sulla parete sud: protagonista delle varie sezioni è il duca Borso che viene incoronato, governa, trionfa, dà una moneta al povero e compie altre magnanime e nobili azioni.

Un giorno a Ferrara, tra le meraviglie degli Estensi