Transnistria, il Paese che (ufficialmente) non c’è

La Transnistria è uno Stato indipendente della Moldavia e, nonostante il suo governo autonomo, i Paesi membri dell’Onu non lo riconoscono

I Paesi membri dell’Onu proprio non ci stanno a riconoscere l’esistenza della Transnistria. Questa regione che il 2 settembre 1990 ha proclamato la propria indipendenza come Repubblica Moldava di Pridnestrov’, de iure, è considerata ancora parte della Moldavia.

Piccolo lembo di terra tra la Moldavia (di cui fa parte) e l’Ucraina, a Est del fiume Nistro, è in realtà un Paese vero e proprio. Con le sue elezioni, il suo esercito, il suo governo, con la sua polizia e con il russo come lingua ufficiale. Il romeno è bandito, così come il leu, la moneta moldava. Qui gli acquisti si fanno con il rublo della Transnistria, le monete di plastica sembrano quelle del Monopoli. Ma non è un gioco, tutt’altro. Qui sono tutti serissimi.

A Tiraspol, la Capitale, ci vivono duecentomila persone e l’atmosfera è un po’ austera, ma tutto è perfetto, dagli edifici alle strade ai marciapiedi. A differenza dei Paesi che le stanno attorno, la Transnistria vive una situazione di assoluta tranquillità.

Grandi casermoni sovietici si alternano a case di legno decorate nello stile dell’Europa dell’Est. I monumenti che si possono ammirare in città sono vecchi carrarmati che ricordano i tempi passati e le statue di Lenin a campeggiare nelle piazze, icone che si possono trovare ormai solo qui.

C’è la distilleria Kvint, che produce un cognac celebre in tutti i Paesi dell’ex Unione Sovietica, c’è Aquatir, un’azienda che produce il miglior caviale di storione che si possa trovare, e c’è il gruppo Sheriff, che possiede pompe di benzina, supermercati e persino lo stadio della squadra di calcio locale.

La città di Tighina (o Bender) è situata nei confini riconosciuti della Moldavia, ma si trova sotto il controllo della Transnistria dal 1992. Qui si può vistare la fortezza, l’edificio più rappresentativo e tra i più antichi, tanto da essere stato rappresentato su un francobollo moldavo.

Per entrare in Transnistria serve il passaporto. Alla dogana militari in divisa controllano i documenti e viene rilasciato un lasciapassare che scade dopo qualche ora. Meglio non dilungarsi nella visita e uscire entro l’ora indicata sul foglietto che viene ritirato all’uscita. I turisti che visitano questo lembo di terra rimasto legato all’ex Unione Sovietica lo troveranno di sicuro originale e, a modo suo, anche un po’ romantico.

 

Transnistria, il Paese che (ufficialmente) non c’è