Tour di Cadaqués, borgo di pescatori nel cuore di Salvador Dalì

Cosa vedere a Cadaqués: spiagge meravigliose, chiese e palazzi e le tracce della vita e dell’arte del grande surrealista Dalì e degli artisti che lo frequentavano

Cadaqués, in Spagna, nella parte più orientale della Costa Brava, poco distante dal confine con la Francia, è un meraviglioso borgo di pescatori e per lungo tempo è stato il buen retiro di uno ei più importanti pittori del Novecento, Salvador Dalì. Per raggiungere Cadaqués si può arrivare in aereo a Girona oppure a Barcellona.

Dall’aeroporto di Girona c’è il pullman per la stazione ferroviaria cittadina e da lì si prende l’autobus per Cadaqués (da lunedì al venerdì). Dall’aeroporto di Barcellona, invece, bisogna prima raggiungere l’autostazione Barcelona-Nord, in centro, vicino all’Arc de Triomf, per poi salire sull’autobus per Cadaqués (le corse sono frequenti solo nel periodo estivo).

Il suggestivo centro storico di Cadaqués è pieno di scorci e angoli caratteristici. Il lungomare, che al tramonto si colora di luci magiche, è animato da tanti bar e dai suoi locali caratteristici. Il mare è punteggiato dalle piccole barche ormeggiate. Ma l’abitato è dominato dall’austera e imponente facciata della chiesa di Santa Maria, con il suo alto campanile che di notte sembra un faro. La chiesa, di origine tardo gotica, fu eretta a partire dal XII secolo sulle rovine di un’antica moschea.

Distrutta per mano del pirata Barbarossa durante l’invasione del 1543, la chiesa di Santa Maria di Cadaqués fu poi ricostruita con il denaro ricavato dalla pesca dei soli giorni festivi. Durante la guerra civile spagnola fu anche usata come prigione. Dal 2007, su richiesta della città di Cadaqués al Vaticano, la chiesa è stata elevata al rango di basilica.

Sempre girando tra il centro storico e il lungomare, non si può fare a meno di notare la Casa Serinyana, o Casa Blau, con la sua elegante facciata rivolta verso il mare, arricchita dalle pregiate decorazioni azzurre di ceramica invetriata. Nobile esempio di architettura modernista, fu costruita a partire dal 1910 su progetto dell’architetto Salvador Sellés i Baró, voluta da Octavi Serinyana per celebrare la gloria della sua famiglia, eminente casata di marinai e commercianti residente da secoli a Cadaqués. La casa è collegata a un magazzino tramite un ponticello che richiama lo stile del corpo principale della costruzione.

Altri mirabili edifici patrizi, in gran parte esempi della stessa corrente modernista, che si incontrano girando nel centro di Cadaqués sono la Scuola pubblica Caritat Serinyana (del 1915), la Torre del Colom (1902), la Casa Frederic i Víctor Rahola (1860). Allontanandosi dal centro, raggiungendo la collina chiamata Mont Pení, alle spalle di Cadaqués, arroccata sulla montagna e circondata dalle querce da sughero c’è la Casa dell’eremo di Sant Sebastià.

Dalla baia, prendendo la strada che si inerpica per le alture, ci vogliono circa 90 minuti di automobile per arrivare a destinazione. Una volta giunti, il panorama è stupendo. L’eremo di Sant Sebastià è conosciuto anche con il nome di Talaia, per il preallarme che poteva dare agli abitanti del villaggio nel caso in cui ospiti indesiderati fossero arrivati dal mare. La casa di Sant Sebastià, di proprietà privata, è visitabile solo il 20 gennaio, giorno della festa di San Sebastiano.

Tra i tanti artisti che hanno frequentato Cadaqués in passato (Picasso, Chagall, García Lorca, Buñuel, Paul Éluard, Duchamp…), è stato certamente Dalì che ha conferito fama internazionale alla cittadina. Il Museo comunale di Cadaqués (carrer d’en Narcís Monturiol 15) è per questo a lui dedicato e organizza regolarmente mostre sulla vita e le opere dell’artista.

Un’altra tappa per ricostruire il percorso creativo di Dalì è la visita alla Casa-Museu Salvador Dalí (platja Portlligat) – a Portlligat, vicino Cadaqués – la casa dove visse e lavorò abitualmente dal 1930 fino alla morte della moglie Gala, nel 1982. Poi, allontanandosi ancora un po’, sono consigliate le visite alla Casa museo e al teatro Dalì a Figueres (a 40 chilometri da Cadaqués), “il più grande oggetto surrealista del mondo”, e al Castello di Púbol (a 50 chilometri), progettato e costruito da Dalì per la sua amata Gala.

Restando nei dintorni di Cadaqués, ci si può poi spingere fino al Parco naturale di Cap de Creus, scenario stupendo per vivere a contatto con la natura e ammirare splendidi panorami: chilometri di macchia mediterranea, falchi e altri animali selvatici, mare blu intenso e nessuna costruzione visibile, le calette nascoste ma raggiungibili facilmente.

Per chi se la sente e non si cura del vento che può anche soffiare impetuoso, c’è persino un sentiero che da Cadaqués conduce fino a qui per due ore e mezza di cammino. A stagliarsi sugli scogli del Cap de Creus c’è anche il faro, risalente al 1853 e considerato il secondo più antico della Catalogna. Il suo interno è sede dell’Espai Cap de Creus, centro di divulgazione scientifica che spiega l’evoluzione geologica dell’area circostante.

In ultimo ci si può rilassare, tornando a Cadaqués, su una delle tante e molto ben servite spiagge del borgo. La Playa Grande, la più centrale, è generalmente abbastanza affollata perché preferita dalle famiglie. Il benvenuto alla spiaggia è dato dalla statua di Salvador Dalì in una delle sue pose caratteristiche. Poi le sabbie e i ciottoli di Es Llané e Llané Petit: alla prima si accede dal lungomare, ha anche scogli piatti che entrano dolcemente in mare; da qui si passa a Llané Petit, piccola e tranquilla, preferita dai marinai locali.

Allontanandosi un po’ dal centro c’è Playa Es Sortell. Poi Playa Sa Conca, verso sud, tradizionalmente riservata ai nudisti. E ancora molte altre spiagge, come Playa Es Pianc, Playa de Ses Oliveres y Playa de El Ros, Calas en Punta de S’Oliguera, Playa de Portlligat, Cala S’Alqueria Gran, S’Alqueria Petita y cala Sant Lluis… C’è proprio il piacevole imbarazzo della scelta.

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