Sette giorni in Tibet, da Lhasa all’Everest

Tra catene montuose, laghi, steppe, fiumi, monasteri e antiche città, un viaggio quasi epico nella terra del Dalai Lama e di Brad Pitt

Il Tibet torna a esere accessibile ai turisti stranieri. L’Ufficio degli Affari esteri della regione autonoma ha comunicato che "l’accesso è consentito ai titolari di passaporto straniero a condizione di fare parte di un gruppo di minimo tre persone e della stessa nazionalità". Meglio di niente. E’ comunque una buona notizia per tutti coloro che sognano di visitare questo splendido Paese ai piedi della catena dell’Himalaya e che desiderano provare un’esperienza come quella di Brad Pitt nel celebre film. Non è necessario fermarsi sette anni. Bastano anche solo sette giorni per fare un tour dei luoghi imperdibili del Tibet, tra catene montuose, monasteri e antiche città.

Lhasa
Rappresenta il cuore e l’anima del Tibet, residenza per secoli del Dalai Lama e meta di pellegrinaggi. E’ ancora oggi una città di grande fascino. Dal 1642 è la capitale del Paese e la maggior parte dei siti storici risalgono a quest’epoca. Tra le tappe obbligate: il monastero di Drepung, un tempo il più grande monastero del mondo con oltre 10.000 monaci (oggi ne ospita circa 600). Imperdibile è il Jokhang, il tempio più sacro e centro spirituale del Tibet. Lo circonda il Barkhor, con il kora, il circuito di pellegrinaggio animato di devoti che lo percorrono in senso orario. Il Potala è forse l’edificio più famoso di tutta Lhasa, che con i suoi colori bianco e ocra domina il panorama della città. Il Norbulingka è il palazzo d’estate del Dalai Lama. Il Monastero dell’ordine Gelugpa di Sera, che un tempo ospitava un’immensa popolazione monastica e cinque collegi per l’insegnamento.

Le montagne più alte del mondo
Il versante tibetano dell’Himalaya offre una vista migliore del Monte Everest o Qoomolangma (8.848 m.) rispetto a quello nepalese. Un’area di circa 27mila chilometri quadrati è stata destinata alla Riserva Naturale del Qoomolangma, creata per difendere l’ambiente e le tradizioni culturali della popolazione locale. Per molti turisti, specialmente se amanti del trekking, il Campo Base dell’Everest costituisce la destinazione più gettonata del Tibet. I due punti di accesso sono Shegar e Tingri, lungo la Strada Statale dell’Amicizia che collega il Tibet al Nepal. Nessuno dei due percorsi è una semplice passeggiata, ci si mette in cammino per almeno tre o quattro giorni. Se la camminata è troppo faticosa, con una jeep è possibile effettuare l’intero percorso dal campo base lungo il sentiero di Shegar.

Monasteri e antiche città
La prima tappa è a Gyantsé, a 280 km da Lhasa e a 3.950 metri di altitudine. Lungo il tragitto si attraverseranno i passi di Kamba-Là (4.794 m.) e di Karo-Là (5.010 m.). Tra i picchi si apre il panorama spettacolare del Lago Yamdrok che, con il cielo terso, assume un colore turchese intenso. È uno dei quattro laghi sacri del Tibet. Qui, sperduto nel nulla, si trova il Kumbum che racchiude dipinti e sculture tibetane. E’ alto 35 metri ed è sormontato da una cupola d’oro. Tra le montagne c’è la città di Xigatsé, la seconda per dimensioni. È la sede ufficiale del Panchen Lama, che risiede nel monastero di Tashilumpo, fondato nel 1447.

Come arrivare
Non ci sono voli diretti dall’Italia. Si raggiunge il Tibet solo facendo tappa a Kathmandu, in Nepal, o a Chengdu, in Cina. Da Kathmandu a Lhasa ci sono voli ogni sabato e, nel periodo aprile-ottobre, anche di martedì. Da Chengdu a Lhasa ci sono due voli giornalieri. Per entrare inTibet è necesario avere il visto d’ingresso per la Cina.

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