Mari da solcare: benvenuti alle Isole Vergini Britanniche

Le Isole Vergini britanniche vi aspettano con le loro spiagge incantate. Sabbia candida, palme e mare cristallino: un paradiso per i velisti

Mari e spiagge da cartolina caraibica. Sabbia candida, acque turchesi, palme e variopinti uccelli tropicali. E sullo sfondo misteriose foreste pluviali. Sono le Isole Vergini Britanniche, meta di un viaggio indimenticabile.

Territorio oltremare del Regno Unito, costituiscono un arcipelago di 40 isole (15 delle quali abitate come Tortola, Anegada e Virgin Gorda) e fanno parte dell’arcipelago delle Isole Vergini del mare delle Antille diviso tra Usa e Gran Bretagna. Devono il nome a Cristoforo Colombo, primo europeo a giungere da queste parti, che battezzò le isole “Sant’Orsola e le 11 mila vergini” (in base alla leggenda legata a Sant’Orsola), poi abbreviato in “isole vergini”. Oggi è una delle aree caraibiche più ricche.

Si trovano nella zona settentrionale dei Caraibi (a 60 miglia da Porto Rico). Arrivare dall’Europa direttamente nelle Isole vergini britanniche non è possibile. Indispensabile uno scalo a Porto Rico, Saint Martin o Antigua, per poi proseguire con un aereo più piccolo, mentre per spostarvi da un’isola all’altra esiste un sistema di traghetti, anche se la barca è il modo più suggestivo.

Questo paradiso è protetto dal Parco Nazionale delle Isole Vergini Britanniche , che ha il compito di salvaguardare l’ecosistema locale, non solo le spiagge, ma anche i brani di foresta pluviale popolatissimi da uccelli variopinti, migratori e vere e proprie rarità ornitologiche.

Una delle Isole è Anegada l’unica ad avere un’origine corallina: un atollo con coralli coloratissimo, 30 chilometri quadrati con solo 200 abitanti. Il nome stesso (Anegada significa annegata) la dice lunga sulle sue caratteristiche, con l’altitudine che non supera gli 8 metri. È un vero e proprio paradiso: abitata da una colonia di iguane autoctone e circondata da magnifiche barriere coralline, nelle sue acque blu nuotano tantissime aragoste che gli appassionati di snorkeling potranno ammirare assieme ai relitti degli antichi galeoni. E chissà forse troverete qualche tesoro.

Gli abitanti dell’isola sono concentrati nel borgo di The Settlement (poche casette in legno semplici accanto all’aeroporto), mentre la meta preferita degli escursionisti è la zona di Loblolly Bay dove si trovano i ristoranti e degli alberi per un po’ d’ombra.

Sono numerose le spiagge (sabbia candida che si estende ininterrotta per chilometri) che non dimenticherete facilmente: Bone Bight, Cow Wreck Beach, Falsh of Beauty, Pomato Point (nella zona anche un museo con l’esposizione di relitti marini) e Windlass Bay.

E se Anegada è corallina, Tortola è vulcanica, come il carattere dei suoi 23 mila abitanti, spiagge bianche e montagne rigogliose. Si estende per 55 chilometri (un terzo della superficie delle Isole Vergini Britanniche) e qui si trova Mount Sauge, la vetta più alta: la montagna è un parco nazionale che custodisce al suo interno lembi di foresta pluviale.

Nella costa meridionale, rocciosa e frastagliata e riparata dai venti, c’è il capoluogo Rod Town (città animata da tanti locali e ristoranti per la vita notturna), unico centro abitato oltre alle due frazioni di West end e East end alle estremità dell’isola. Mentre nella zona settentrionale soi trovano le spiagge e le coltivazioni (banane, palme e arance).

Gravitano attorno a West End tutte le strutture turistiche più importanti e le spiagge migliori come Smugglers Cove, Apple Bay e la fantastica Long Bay.

Dall’altra parte East end ci sono la baia rocciosa di Carrot popolata dai pellicani, Cane Garden Bay, approdo di yachts , il camping di Brewers Bay e le spiagge di Elizabeth Bay e Long Bay, tutte bellissime.

A ovest di Tortola c’è l’isola di Jost Van Dyke che prende il nome da un pirata olandese. Qui potrete coccolarvi nelle spiagge tipiche da cartolina dei Caraibi di White Bay e Great Harbour Bay.

E infine c’è Virgin Gorda, 21 chilometri quadrati e 5 mila abitanti. Montuosa la metà settentrionale e pianeggiante l’opposta. Una ventina le spiagge appartate le cui più frequentate e note sono Devil’s Bay, Spring Bay e Trunk Bay.

A sud c’è il centro abitato di Spanish Town dove si trovano la pista di atterraggio e il porticciolo turistico. E nelle vicinanze c’è la baia di Copper Mine Bay dove si può visitare un’antica miniera sfruttata dagli spagnoli per le estrazioni di oro, argento e rame. Al largo della punta estrema si erge l’isolotto di Fallen Jeruslam, istituito come parco nazionale.

Ma il fiore all’occhiello di Virgin Gorda è senza dubbio la spiaggia di The Baths (“Le Terme”) a poco meno di 2 chilometri da Spanish Town, un’area di formazioni geologiche uniche al mondo capaci di creare uno degli angoli più suggestivi dei Caraibi, oggi tra le principali attrazioni turistiche delle Isole Vergini Britanniche.

Le rocce di granito (alcune alte anche 12 metri) modellate dall’erosione formano piscine naturali grazie alle maree. Trovate lunghe gallerie da esplorare e grotte sceniche che si spalancano sul mare. Un capolavoro della natura. Nuoto e snorkeling, da queste parti sono le attività principali.

Mari da solcare: benvenuti alle Isole Vergini Britanniche