La Sardegna occidentale: cosa vedere nella penisola del Sinis

La penisola di Cabras tra mare, archeologia e patrimonio naturale

Il mare e la terra rendono questo territorio sempre vivo. E’ una zona molto interessante dal punto di vista turistico, sia come meta di vacanze per chi è alla ricerca di spiagge da sogno sia per la ricchezza culturale. L’area archeologica di Tharros testimonia l’intensa attività dell’uomo già nel passato, come anche i siti nuragici presenti. Quando arrivano le giornate primaverili il Sinis fa vedere il meglio di sé: l’ambiente si tinge dei colori brillanti della natura circostante.

Il Sinis corrisponde alla penisola della Sardegna centro-occidentale che si trova fra la baia di Is Arenas a Nord, e il Golfo di Oristano a Sud. E’ noto che la zona fosse un arcipelago poi unito alla terraferma dai sedimenti provenienti dall’erosione del vicino Montiferru, per questo motivo è caratterizzato da zone interne paludose. Restano, a poche miglia marine dalla costa, la minuscola Isola di Mal di Ventre e lo Scoglio del Catalano. Il Sinis fà parte del territorio del Comune di Cabras, per raggiungere la meta lo scalo più vicino è quello di Elmas (Cagliari), circa 90 km. La strada che collega Elmas con Cabras, e la SS 131.

La costa è prevalentemente rocciosa nella parte meridionale intorno a San Giovanni di Sinis, procedendo verso Nord diventa sabbiosa (note le spiagge di Punta Maimoni, Is Arutas e Mari Ermi). Ancora risalendo la costa verso Nord, risulta caratterizzata da alte falesie fino a Capo Mannu. Subito sotto Capo Mannu si apre la Cala Saline con la Salina e la famosa spiaggia di Putzu Idu.

 

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