La calotta polare artica e il Polo Nord Geografico

base_vista_da_elicotteroDa 11 anni, tutti gli anni ad aprile, faccio un viaggio sulla calotta polare artica, e metto piede sul Polo Nord Geografico, a 90° di latitudine nord. Si tratta del punto da cui immaginariamente esce l’asse di rotazione della Terra, diciamo il tetto a nord del mondo. Qui si incontrano tutti i meridiani, e quindi non esiste il concetto di fuso orario. Per convenzione, alla Base si sceglie di usare il fuso orario di Mosca come riferimento per scandire tutte le attività.

Ogni volta che si apre il portellone dell’aereo, scendo dalla scaletta, e metto piede sulla calotta polare, mi scende una lacrima di commozione. Giuro, è di commozione, il freddo non c’entra. Non pensavo che un luogo potesse continuare a emozionarmi così fortemente, nonostante il fatto di tornarci con frequenza annuale per così tanti anni. Sarà che la calotta polare artica è davvero un ambiente straordinario e assolutamente unico sul Pianeta. In nessun altro posto del mondo, infatti è possibile godere di un panorama neanche vagamente simile: 360 gradi di orizzonte di ghiaccio salato piatto. Tutto qui è diverso e sensazionale, a cominciare dal rumore che fanno i propri passi sul ghiaccio salato, sonorità molto diverse da quelle a noi più conosciute date dal ghiaccio di acqua dolce.

Il viaggio è veramente bellissimo e inimitabile, capace di dare fortissime emozioni. Per lunghissimo tempo il Polo Nord Geografico è stato un luogo totalmente inaccessibile e la possibilità raggiungerlo ha affascinato molti esploratori, alimentando tanti sogni di conquista. In realtà, però, è rimasto inviolato sino ai primi anni del ventesimo secolo. E’ stato uno degli ultimi traguardi geografici conquistati dall’umanità.

Oggi invece è una meta che può raggiungere chiunque goda di normale buona salute. Il viaggio è alla portata di tutti, perché non è fisicamente impegnativo. Qualunque persona abbia il budget necessario, può vivere il mistero, la tranquillità, la bellezza e il fascino della luce del Polo Nord Geografico.

Già, parliamo proprio di luce, visto che l’unico mese in cui si può soggiornare sulla calotta polare artica è aprile, quando il sole splende già alto nel cielo per 24 ore ma la temperatura è ancora sufficientemente bassa da assicurare una compattezza della calotta adeguata a reggere l’impatto dell’atterraggio dell’aereo privato proveniente dalle Isole Svalbard, punto di partenza del viaggio verso i 90 gradi di latitudine nord.

Non dimentichiamo infatti che la calotta polare artica non è suolo, non è un continente, al contrario dell’Antartide. E’ solo acqua marina ghiacciata. Lo spessore massimo non va mai oltre i tre metri, e mediamente è solo di un metro e mezzo. Per questo motivo la Base di tende riscaldate in cui si soggiorna viene smontata già a fine aprile, quando la temperatura inizia a salire rendendo il pack troppo instabile, pronto a frantumarsi in innumerevoli piccoli pezzi.

Ogni anno bisogna aspettare il 21 marzo per incominciare a montare la base, giorno in cui si accende la luce dopo sei mesi con 24 ore di buio. E già a fine aprile bisogna abbandonare la calotta polare artica. Scienziati, esploratori estremi, viaggiatori comuni, tutti hanno un solo mese all’anno a disposizione per godere di uno spettacolo naturale così straordinario, di una esperienza psico-sensoriale veramente unica.

La calotta polare artica e il Polo Nord Geografico