In Cile, alla scoperta dell’Isola di Pasqua

A 3.000 chilometri dalle coste del Cile, l’Isola di Pasqua è un luogo magico e incantato sperduto nell’Oceano Pacifico dove scoprire i misteriosi Moai

L’Isola di Pasqua, o Rapa Nui in polinesiano, è una delle isole abitate più isolate al mondo, a circa 3500 chilometri dalla costa del Cile ed è universalmente conosciuta per i suoi misteriosi Moai in riva al mare. In questa guida indicheremo i luoghi più interessanti e le mete migliori per andare alla scoperta dell’Isola di Pasqua.

Rapa Nui è stata abitata dall’uomo fin dal V secolo d.C., da una civiltà proveniente dalle isole del Pacifico Centrale che ha lasciato come testimonianza i possenti e misteriosi Moai, mentre gli europei la scoprirono solo nel 1722 proprio nel giorno di Pasqua (avvenimento che diede il nome all’isola).

Questo piccolo punto di terra nell’immensità dell’Oceano fa parte del territorio cileno dal 1800 e oggi rappresenta una delle mete più affascinanti del Cile, tanto che la popolazione dell’isola di circa 5.000 abitanti vede arrivare ogni anno quasi 50.000 turisti. Il modo migliore per giungere sull’Isola è prendendo un volo da Santiago del Cile e in 5 ore circa si arriva all’aeroporto di Mataveri.

Il villaggio di Hanga Roa è la base ideale per poter visitare l’isola in tutta tranquillità ed essendo il cuore turistico di Rapa Nui è anche ricca di locali e strutture dove poter trovare alloggio .
Per iniziare ad orientarsi nella storia e nella cultura locale la scelta migliore è visitare subito il Museo Antropologico Sebastian Englert, che raccoglie un gran numero di reperti che permettono di ricostruire le vicende delle popolazioni che hanno abitato l’isola. Tra armi di basalto, tavolette votive e frammenti di Moai scoprirete la misteriosa storia che ha portato l’isola di Pasqua a perdere quasi tutta la sua popolazione nel XVII secolo.

Ora è il momento di fare la conoscenza con i più famosi abitanti dell’isola: i Moai, le gigantesche ed enigmatiche sculture di forma umana che svettano nei paesaggi di Rapa Nui , quasi sempre posizionati sopra le monolitiche basi di pietra chiamate Ahu. Il sito più vicino al villaggio è all’Ahu Tautira, nel porticciolo di Hanga Roa, dove potrete trovare un ahu con due possenti Moai che guardano verso il mare con i loro imperscrutabili occhi di pietra vulcanica.

Rimanendo nel villaggio non dimenticate di visitare l’Ahu Tahai, con alcuni dei Moai più famosi dell’isola e i resti delle hera paenga, le antiche case degli abitanti di Rapa Nui, con la caratteristica forma a canoa. Sempre nel centro del villaggio si trova la chiesa di Hanga Roa, un’interessante costruzione in legno che è il risultato dell’unione tra il cattolicesimo portato dagli europei e le antiche tradizioni locali. Per vedere un momento della vita più autentica della popolazione locale visitate la chiesa la domenica mattina e assisterete allo spettacolo dei fedeli in vestiti variopinti che cantano gli inni sacri e non dimenticate di osservare le magnifiche strutture in legno finemente intagliato che ne sorreggono il tetto.

Se, invece, volete fare un bagno o rilassarvi su una delle rare spiagge di sabbia dell’isola allora la Playa Pea è quello che fa per voi.

La maggior parte della superficie dell’isola è coperta dal Parco Nazionale Rapa Nui che al suo interno comprende molte delle suggestive testimonianze archeologiche e naturalistiche dell’isola. Le località più interessanti sono Ana Te Pahu con le sue grotte di lava solidificata, il possente Ahu Akivi con i Moai orientati per seguire le costellazioni e il villaggio cerimoniale di Orongo, inerpicato su una rupe che offre una vista mozzafiato sull’Oceano.

La meta più interessante del parco è Rano Raraku, l’antica cava sulle pendici di un vulcano dove venivano scolpiti i Moai. Questo luogo suggestivo e magico, immerso nella natura, vi permetterà di vedere da vicino come venivano realizzate le grandi statue, staccate dalle pareti basaltiche, rifinite in ogni dettaglio con strumenti primitivi e successivamente portate fino a valle dove venivano issate sugli ahu. Tra i Moai che giacciono nella cava se possono trovare alcuni che rappresentano figure femminili, molto più rare di quelli maschili, ma soprattutto un enorme Moai alto 21 metri, talmente grande che i suoi costruttori non riuscirono più a spostarlo.
Poco oltre la cava, se si prosegue fino alla cime del vulcano, si arriva al bordo del cratere dove si trova un lago dal colore azzurro intenso nel fondo della caldera e da quell’altezza si può ammirare l’intera isola e all’orizzonte la vastità dell’Oceano .

Se volete rilassarvi sulla spiaggia a pochi metri dall’Oceano dovete andare alla stupenda spiaggia di Anakena, la più grande e bella dell’isola. Questa lingua di sabbia bianchissima incorniciata dalle palme si trova nella parte settentrionale dell’isola e le sue acque basse e calme sono l’ideale per fare un tuffo in tranquillità. Anche in questa caletta sarete controllati dall’occhio imperturbabile dei Moai: l’Ahu ature huki e l’Ahu nau nau dominano il paesaggio grazie ai grandi Moai che ricordano la leggenda per cui il mitico colonizzatore dell’isola Hota Matua arrivò proprio in questo luogo dopo un lunghissimo viaggio in mare.

Tornando alle acque dell’oceano non dimenticate che nel porticciolo di Hanga Roa potrete prenotare un’immersione nelle limpide acque attorno all’isola e andare in esplorazione per scoprire le incredibili forme dei coralli e delle creature marine che popolano l’ambiente sottomarino attorno all’Isola di Pasqua.

In Cile, alla scoperta dell’Isola di Pasqua