I 4 tesori di Gubbio, la “città grigia” dell’Umbria

Un giro tra i 4 monumenti più famosi di Gubbio per scoprire le radici della sua storia e gli sviluppi subiti durante il periodo medievale e rinascimentale

Entrare nella “città grigia” di Gubbio significa varcare in pochi passi ampie ere storiche, ma anche godere costantemente di un rigoglioso paesaggio naturale, persino camminando nelle vie del centro. Inserita nel territorio dell’alta Umbria e incastonata tra la valle del Tevere e la fascia centrale degli Appennini, Gubbio mostra tutta la sua bellezza attraverso l’imperante presenza di palazzi medievali dal caratteristico colore grigio.

I resti ritrovati nelle zone più esterne della città mostrano che il territorio dove ora sorge Gubbio era popolato già nell’era del Paleolitico. Queste terre diventarono casa delle più recenti popolazioni safine i cui riti e tradizioni furono ereditate dal popolo romano. Tracce del periodo di transizione tra la Repubblica e l’Impero romano sono visibili nella zona dell’antico teatro romano che si conta potesse ospitare addirittura 7.000 persone e del quale alcune aree della platea e della cinta muraria sono tuttora conservate. Ma l’epoca di maggior affermazione della città è quella che va dal XIII al XIV secolo, in cui Gubbio acquistò maggiore autonomia e durante la quale vennero costruiti quattro dei monumenti più ammirati ancora oggi.

Il Duomo di Gubbio
Il primo monumento da non perdere a Gubbio è la Cattedrale dedicata a san Mariano e a san Giacomo. La sua edificazione iniziò alla fine del XII secolo e continuò per tutta la prima metà di quello successivo. La facciata è stata tra le ultime parti della chiesa ad essere ultimata ed è molto semplice e rigorosa nello stile.

Una volta entrati verrete sorpresi dall’alta e ampia navata centrale, ma non solo. Di sublime bellezza sono le opere di artisti di Gubbio quali Benedetto e Virgilio Nucci oltre ai due organi realizzati dalle sapienti mani di Giacomo e Luca Maffei. Osservate anche la splendida cappella del Santissimo Sacramento adornata dal tocco magistrale di Francesco Allegrini e che colpisce per la rappresentazione della Vergine Maria con il suo mantello blu, affrescata sulla cupola.

Palazzo ducale
La particolarità del palazzo ducale di Gubbio risiede nello stile architettonico rinascimentale con cui prese forma alla fine del 1400 quando venne costruito sotto Federico da Montefeltro con l’obiettivo di diventare una delle sue residenze. Oltrepassato il giardino all’inizio del percorso potrete ammirare l’estesa e grigia facciata, sorretta da cinque ampi archi. Accedendo alle sale interne del Palazzo ducale rimarrete stupiti dalle bellissime e preziose tele appartenenti all’epoca di grandi maestri medievali, ma anche da alcune risalenti a secoli successivi, fino all’alba dell’impero napoleonico.

Qui, fino al 1939 veniva custodita una vera gemma dell’arte fiorentina: lo studiolo di Federico da Montefeltro, realizzato in legno e intarsiato dalle migliori mani dell’epoca e che oggi si trova nella collezione del Metropolitan Museum di New York. Il palazzo merita in ogni caso una visita, sia nelle sue parti superiori che in quelle inferiori dove potrete notare alcune costruzioni di epoca medievale riportate alla luce da recenti scavi archeologici.

Palazzo dei consoli
Attraversando la piazza più rappresentativa di Gubbio (piazza Grande) vi imbatterete in due importanti edifici: il Palazzo dei consoli e il Palazzo pretorio (oggi sede del Comune). Lo sfarzoso Palazzo dei consoli venne costruito nel XIV secolo su questa piazza sopraelevata che regala agli occhi dei visitatori una splendida veduta sulla città. Sulla parte alta della facciata osservate le tre serie di bifore mentre proprio sopra la porta di ingresso si trova un bell’affresco.

La sua importanza per la città di Gubbio è notevole e il palazzo fu sede di numerose cariche del potere, come i consoli, il capitano del popolo e il gonfaloniere di giustizia oltre ad essere un luogo di riunione per il consiglio generale del popolo, che aveva luogo nell’arengo (visitabile appena entrati nel palazzo).

Chi ama la storia non può fare a meno di visitare la stanza dove si trovano le sette tavole eugubine. Su di esse vengono descritte alcune importanti pratiche religiose della popolazione umbro-safina, la progenitrice degli abitanti di Gubbio. Grazie alle numerose informazioni su di esse scolpite, le tavole sono tuttora oggetto di studi per misurare l’influenza che queste popolazioni hanno esercitato sui romani e, di conseguenza, anche su chi visse in questo luogo nei secoli successivi.

Basilica di sant’Ubaldo
Eccoci arrivati al culmine della simbologia eugubina, la basilica di sant’Ubaldo, patrono di Gubbio. Rappresenta il culmine anche dal punto di vista paesaggistico poiché la basilica è situata sulla sommità del monte Ingino e la sua torre è visibile in tutta la città umbra. Salite la scalinata per entrare nel bel chiostro in laterizi dove, camminando sotto le arcate composte da volte a crociera, potete osservare i resti di affreschi cinquecenteschi.

Entrate, poi, nella basilica che si estende in orizzontale per cinque navate e dove quella centrale termina in un sobrio altare, al di sopra del quale troneggia la teca in cui risposano, dal XII secolo, le spoglie di sant’Ubaldo. In un’altra parte della chiesa troverete tre grossi ceri di legno dedicati ai santi Ubaldo, Giorgio e Antonio e che hanno un alto valore simbolico non solo per Gubbio, ma per la regione intera. Ogni 15 di maggio ricorre la tradizionale e molto sentita Festa dei ceri e in questa occasione, tutti i cittadini festeggiano il santo trasportando i ceri dalla città fino alla basilica, percorrendo di corsa la strada lungo il monte Ingino.

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