Diario di Viaggio Evento: 2°puntata

...E al diavolo tutto!

Mi chiamo Michela, amo scrivere, vivo a Milano e l’estate scorsa ho vissuto una delle esperienze più belle della mia vita. Per questo voglio raccontare cos’è stato per me il Viaggio Evento con ScuolaZoo, anche se non è cosa semplice. Non so perché ho deciso di trascrivere ogni dettaglio su un diario per poi per farne un racconto… forse per fare in modo che ciò che ho vissuto non venga dimenticato ma, dopotutto, come potrei mai dimenticare?

Ecco la seconda puntata. Che poi…perchè Leo era li..?!

Mentre il traghetto salpava dal pontile e gli animatori di ScuolaZoo ci invitavano a dare il via alla festa, io non riuscivo proprio a far sbollire la mia rabbia verso Silvia: si era aggregata al gruppetto di amici del bellimbusto biondo e non mi degnava di attenzione. Imprecai sottovoce.
“Qualcosa non va?” mi chiese Beatrice. Almeno lei mi era rimasta accanto! La guardai meglio, e mi resi conto di quanto quella ragazza fosse del tutto fuori contesto: era vestita severamente, con una gonna nera a pieghe, una giacchetta gialla su una camicia bianca, e aveva la treccia raccolta a chignon dietro la nuca; insomma, sembrava appena uscita da un collegio, o da un convento. Decisi che aveva bisogno di sciogliersi un po’, e io pure.  “Vieni, andiamo a prendere un cocktail alla frutta. Dobbiamo festeggiare l’inizio di questa nuova avventura.”
Lei sorrise incerta, ma mi seguì mentre mi facevo largo tra la folla già scatenata al ritmo della musica, pompata al massimo dalle casse. Era il traghetto più pazzo che avessi mai preso, e la cosa non mi dispiaceva affatto. Ero persino riuscita a non pensare a Leo per più di dieci minuti!
Peccato che, arrivate all’open bar, ebbi la più sconvolgente delle sorprese: lui era lì, proprio lì, a sorseggiare un cocktail in compagnia dei suoi amici.
Mi bloccai di colpo, e strattonai Beatrice per la manica della giacca. “Torniamo indietro. Subito!”
“Perchè? Che hai visto?” domandò lei, mentre i suoi occhioni diventavano enormi per la paura.
“Il mio ex! C’è quel disgustoso rifiuto umano del mio ex” sibilai fra i denti. Ci nascondemmo in un angolo, ma continuai a spiarlo per essere sicura che non si trattasse di un errore, di una mia assurda allucinazione. No, era lui e non c’erano dubbi a riguardo: avrei riconosciuto quel profilo perfetto ovunque, e anche il suono della sua risata era inconfondibile.

“Lo sapevi?” mi chiese Bea, accennando al ragazzo. Io scossi la testa, avevo la bocca asciutta. Di tutte le mete organizzate da ScuolaZoo, perché Leonardo aveva dovuto scegliere proprio Corfù?
Ero determinata a non farmi vedere da lui, non volevo che si accorgesse della mia presenza. Dovevo preparare un piano d’azione con calma e lucidità.

Poche ore di traghetto, ed eccole: di fronte a noi, le splendide coste dell’isola greca che si stagliavano sul mare! Perfino adesso che ero quasi arrivata a destinazione, stentavo a credere di essermi davvero messa in viaggio.
Avrei voluto Silvia al mio fianco, per raccontarle di Leo. Lei avrebbe saputo cosa dire, o cosa fare. Invece ero in compagnia della timida, riservata, studiosa Beatrice, che durante tutta la traversata aveva letto un intero volume di geografia, incentrato sulla Grecia. “Lo sapevi che Corfù era stata inizialmente fondata col nome di Corcira?”
“Interessante…” avevo commentato, sarcastica. Quella tizia non aveva la minima idea di cosa fosse il divertimento; dovevo impedirle di trascorrere l’intera vacanza a leggere libri noiosi e, soprattutto, dovevo impedire a me stessa di farmi venire l’ansia per la presenza del mio ex ragazzo nell’isola.

L’occasione per affrontare Leo si presentò quella sera stessa, durante la cena ScuolaZoo a tema ‘Single or not”; ogni partecipante aveva indossato un braccialetto, di colore verde o rosso a seconda dello ‘stato sentimentale’. Silvia e la sua nuova fiamma avevano messo il bracciale rosso e se ne stavano avvinghiati in un divano, divorandosi l’un l’altro. Leo, invece, aveva messo il bracciale verde per indicare che era libero da qualsiasi impegno, ma a parer mio avrebbe dovuto mettere quello di colore marrone, come la merda che era. Ero furiosa!
Non c’era alcuna possibilità per me di stabilire rapporti cordiali col ragazzo che, lasciandomi, mi aveva ferita e umiliata come nessuno mai aveva fatto. L’unica soluzione era trattarlo in modo brusco e scortese davanti a tutti, e fargliela pagare. Dopodiché mi sarei sforzata di ignorarlo completamente per tutto il resto della vacanza: sarebbe diventato invisibile ai miei occhi.
Mi alzai dalla mia sedia, con Beatrice che tentava di fermarmi dal commettere sciocchezze; ma ormai ero determinata. Mi avvicinai al tavolo di Leo e, quando lui mi vide, quasi si strozzò col boccone di pasta che aveva appena messo in bocca. “Michy?” Mi sorpresi del fatto che il mio nome suonasse ancora così dolce sussurrato da quelle labbra, ma ciò non mi fermò. Gli arrivai di fronte, costringendolo ad affrontarmi viso a viso e, con un gesto fulmineo, gli strappai il bracciale verde dal polso. “Dunque è questo! Questo è il motivo per cui mi hai lasciata. Per potertela spassare in totale libertà, in viaggio evento. Un po’ ti capisco… non sarebbe stato uguale venire a Corfù come una coppia, vero?” Gettai il suo bracciale per terra e, senza dargli chance di replica, tornai da Bea.

“Quella sì che era una scenata coi fiocchi!” esclamò lei con un fischio.
“E adesso, buttiamoci gli ex fidanzati alle spalle. Stanotte si va al fluo party al Montecristo, e al diavolo tutto!”

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