Destinazione Rajasthan: spiritualità, natura e avventura

Cosa fare in Rajasthan, luogo fiabesco ricco di templi e animali esotici: i consigli per un viaggio da sogno

Templi, animali esotici e scenari da fiaba. E la possibilità di vivere tante avventure. Magari a dorso di un elefante o a pochi passi dalle tigri. Nel vortice di spiritualità e colori offerto delle fiere locali. Dove potrete incontrare maghi, fachiri e donne che vendono prodotti di bellezza e profumatissimi oli per massaggi. È il Rajasthan, in India, la terra dei principi Rajput e delle grandi fortezze, un luogo magico per la vacanza dei vostri sogni.

Il Rajasthan è raggiungibile da Delhi in autostrada (Jaipur 258 chilometri, Ajmer 380, Udaipur 661 lungo la National Highway 8) o in treno. Se si è bravi a contrattare il prezzo meglio utilizzare il taxi. Possibile anche l’auto a noleggio (a disposizione nelle città più importanti) più autista, le tariffe sono calcolate a giornata. Da novembre a marzo il periodo migliore per vistare questo luogo fatato. Proibitiva l’estate, ma non tanto per il monsone (che soffia da luglio ad agosto), quanto per il gran caldo.

È a novembre si svolge uno degli appuntamenti turistici più noti del Rajasthan. Puskhar Mela, la Fiera di Puskahr (città ad 11 chilometri da Ajmer) che si svolge nel plenilunio del mese di Kartika (a cavallo tra ottobre e novembre) che si svolge in occasione di una festa religiosa in onore del dio Brahma (il cui tempio si trova a Puskhar) al quale va dedicato un bagno rituale nel lago della città per la salvezza dell’anima. La Fiera raduna folle di turisti e pellegrini da tutta la regione ed è tutta un brulicare di danzatori, giocolieri, fachiri e maghi. Gli uomini commerciano bestiame (cammelli, mucche e pecore), le donne braccialetti, tessuti, oli per massaggi e prodotti di bellezza. Tante le esibizioni di danze folkloristiche e le competizioni sportive.

Un modo avventuroso di ammirare i colori della festa e il paesaggio mozzafiato del Rajasthan è quello della corsa in mongolfiera. Potrete godere così dei colori dall’alto assieme al lago e le architetture incantevoli dei templi e dei palazzi nobili.

Altra meta imperdibile per gli amanti della spiritualità è il Monte Abu, detto il monte della saggezza. Collegato tutti i giorni in autobus con le più importanti città del Rajasthan, il Monte Abu abbraccia il complesso di templi giainisti di Dilwara (a 2,5 chilometri dalla città), realizzati tra l’XI e il XIII secolo. In mezzo alle colline boscose popolate da scimmie e difeso da alte mura, il complesso religioso, fatto di templi di marmo bianco finemente intagliati e decorati, è considerato uno dei luoghi di pellegrinaggio più belli del pianeta.

Non solo spiritualità. Il Rajasthan è anche un paradiso naturale. Basta esplorare il Parco nazionale di Keoladeo, un tempo santuario degli uccelli di Bhatpur. Un’area protetta che accoglie oltre 230 specie di uccelli, alcune regalano danze spettacolari come aironi, ibis e cicogne e altre come la gru siberiana, rischiano l’estinzione.

Da non perdere anche il Parco nazionale del deserto, a ovest di Jaisalmer, ampio oltre 3.000 chilometri quadrati che presenta un eccellente spaccato dell’ecosistema del deserto di Thar. Candidati nella lista dei patrimoni dell’umanità di interesse naturale è un vero e proprio “oceano di sabbia”, fatto di dune, laghi salmastri e rocce scoscese. Tanti gli animali visibili nel parco: c’è l’antilope cervicapra, la volpe rossa, la volpe del Bengala e il lupo indiano. Tanti anche gli uccelli come le grandule, le averle e le damigelle della Numidia. Ma l’attrazione principale del parco è l’otarda indiana, specie rarissima che si trova solo in India e a rischio estinzione. I mesi che vanno che novembre a gennaio sono i più adatti per le visite.

Ma l’animale più celebre e noto dell’India si trova nel Parco di Ranthambore, nel distratto di Sawai Madphour a 180 chilometri da Jaipur. È la tigre, che popola il parco dopo le aggressioni subite da parte dei bracconieri, nell’ambito del Progetto tigre partito negli anni Ottanta del secolo scorso. Il parco è famoso per le tigri del Bengala che possono essere avvistate con facilità anche di giorno. Ma non solo tigri. Nel parco si possono ammirare anche altre specie di carnivori come il leopardo indiano, la iena, l’orso e lo sciacallo dorato, il gatto della giungla e mangusta minore indiana. E poi gazzelle, cinghiali e sambar.

Nel Rajasthan anche il Parco nazionale di Sariska, anche qui tigri e leopardi aspettano di essere ammirati. Ad Ajmer, chiedete informazioni sull’Elefantastic, esperienza di una giornata intera assieme agli elefanti. Potrete cavalcarli, giocare con loro, far loro il bagnetto (facendo però attenzione: potrebbero essere loro a farlo a voi) e conoscere la loro dolcezza facendovi trascorrere un pomeriggio indimenticabile. Impossibile, infine, non ammirare le tante fortezze (Chittor, Amber, Ranthambore…) patrimonio Unesco.

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