Cosa vedere a Famagosta, il fascino di una Cipro d’altri tempi

Viaggio a Famagosta, nella Repubblica Turca di Cipro Nord, una meta affascinante e suggestiva, una città sul mare immersa in un’atmosfera d’altri tempi

Famagosta è una delle principali città della Repubblica Turca di Cipro del Nord, nonché una delle mete turistiche più visitate della regione per via della grande varietà di siti storici e per l’atmosfera d’altri tempi che si respira tra le strette vie del centro storico, ancora circondato dalle possenti fortificazioni veneziane.

La città ha una storia molto antica, che affonda le sue origini nelle comunità preistoriche che si insediarono sull’isola e nella incredibile varietà di popoli e culture che nel corso dei secoli vi sbarcarono: greci, persiani, macedoni, egiziani, romani, bizantini, veneziani e ottomani. Questa grande storia di incontri, e scontri, ha lasciato profondi segni nell’aspetto del centro urbano e ha contribuito a creare una realtà davvero unica, che vede in ogni angolo del centro cittadino una stratificazione impressionante di tracce e vestigia del passato.

La storia recente di Cipro ha contribuito a forgiare l’immagine di Famagosta come città suggestiva e decadente, dove il tempo sembra essersi fermato agli anni successivi alla guerra greco-turca del 1974 che portò alla divisione dell’isola. In questa guida scopriremo le mete più interessanti e i luoghi più suggestivi di Famagosta, per conoscere ed esplorare il fascino di una Cipro d’altri tempi.

Il punto di partenza per una suggestiva visita al centro storico di Famagosta è la grande piazza di Yirmisekiz Ocak Meydani, il cuore della città nuova, dove si trova la grande statua di bronzo di Kamal Ataturk, il padre della Turchia moderna. A nord-ovest della piazza si apre la possente Porta di Terra, l’ingresso principale alla città vecchia, attraverso le mura veneziane, attraversata dalla Istiklal Caddest, il corso che si addentra per tutto il centro storico e arriva fino al porto della città.

La prima meta da non perdere sono le grandi mura che abbracciano l’intero abitato antico e forniscono alcune delle viste più spettacolari e romantiche su tutta Famagosta. Queste possenti fortificazioni sono il frutto dell’occupazione veneziana di Cipro e vennero innalzate nel corso del XVI secolo per la difesa del centro contro le incursioni dei pirati saraceni.

Oggi le mura sono quasi interamente percorribili; vale la pena iniziare dal Bastione Rivelin, chiamato anche la Torre Bianca, attraverso il quale nel 1571 gli ottomani riuscirono ad entrare in città, per poi proseguire verso nord superando le piccole torri di Moratto e San Luca, arrivando fino alla Fortezza di Martinengo, che si affaccia verso la città nuova. A questo punto si prosegue verso ovest per arrivare al punto più spettacolare della cinta muraria, la grande fortezza di Otello, così chiamata in onore del personaggio shakespeariano, sebbene i legami con la tragedia del Bardo di Avon siano piuttosto flebili.

La fortezza di Otello era in passato un castello dell’epoca delle Crociate e solo successivamente venne inglobata nella cerchia muraria; oggi è possibile visitare le sale e i corridoi, nei quali, secondo una leggenda locale, sarebbero stati nascosti enormi tesori da parte dei veneziani in procinto di abbandonare la città in mano ai turchi. Nel grande cortile della fortezza si tengono abitualmente spettacoli e rappresentazioni che fanno di questa antica struttura militare uno dei luoghi culturalmente più interessanti di Famagosta.

Una volta scesi dalle mura, si può proseguire nel centro storico e dirigersi verso il cuore del centro urbano dove si erge la Lala Mustafa Pasha, una moschea costruita sulle vestigia della grande cattedrale gotica di Famagosta, Agios Nikolaos. Questa costruzione è forse uno degli edifici che meglio rappresentano la storia della città e ben rappresentano le stratificazioni di popoli e culture che si sono susseguiti nel corso dei secoli. Oggi la moschea è un interessante ibrido tra architettura gotica del Duecento e arte islamica del XVI secolo; la facciata occidentale è forse il lato della struttura che meglio permette di osservare lo stratificarsi degli stili.

Sull’altro lato della strada rispetto alla moschea si trova l’ex prigione di Namik Kemal, un museo dedicato alla prigionia del poeta turco che qui venne incarcerato a metà dell’Ottocento per aver irriso il sultano nelle sue commedie. Nel museo è possibile visitare la cella dove venne imprigionato e una ricca selezione di documenti e scritti posseduti da Kemal durante la sua detenzione. Nei pressi della moschea si trovano anche i migliori locali e ristoranti di Famagosta, dove si possono assaggiare i piatti tipici della cucina ibrida turco-greca dell’isola e i famosi lokum, i deliziosi dolci aromatizzati alle rose.

Un’altra meta da non perdere a Famagosta è il Museo-mausoleo di Cambulat, nell’area su orientale della città vecchia, che narra le gesta dell’eroe turco Cambulat Bey, il guerriero che durante l’assedio turco di Famagosta si sacrificò per aprire la strada ai suoi compagni nell’espugnare le fortificazioni veneziane. Oltre che alcuni reperti collegati all’assedio turco del 1571, il museo raccoglie anche numerosi documenti in una mostra che ripercorre gli eventi del 1974 durante la guerra greco-turca.

Oltre questi edifici più visibili vale la pena dedicare almeno mezza giornata per esplorare a piedi le strette vie del centro storico per apprezzare al meglio l’atmosfera di Famagosta e ammirare il susseguirsi di strutture templari e medievali, cappelle romaniche, suggestivi porticati in stile veneziano sui quali si aprono bagni turchi e piccoli chiostri fioriti. Nella zona a sud della città si può gettare uno sguardo ai resti della città di Varosia, abbandonata dopo il 1974 e oggi riconquistata da una natura selvaggia; sebbene sia inaccessibile e delimitata dal filo spinato, rappresenta bene la struggente bellezza di molte città di questa regione di Cipro.

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