Cosa vedere a Cracovia, la capitale della cultura polacca

Ecco cosa vedere in pochi giorni a Cracovia, la capitale artistico e culturale della Polonia, guida alle attrazioni e ai monumenti più belli della città reale.

Cracovia, ricca cittadina a sud della Polonia, è la principale destinazione turistica del paese, di cui rappresenta anche il più importante centro storico, artistico e universitario. Cracovia è, soprattutto, la roccaforte della cultura, con numerosi centri di istruzione superiore e migliaia di studenti, la cui presenza si nota non solo nelle aule dell’Università Jagellonica, ma anche nelle sale dei caffè e nelle cantine buie che ospitano pub e locali.

In questa pagina vi proponiamo un itinerario con le cose da vedere a Cracovia in pochi giorni. Una mini guida ai monumenti più belli e alle attrazioni della città polacca assolutamente da non perdere. Il giro turistico per Cracovia non può non cominciare dal suo castello. Simbolo della nazione, il castello è situato sulla collina di Wawel. Le sue torri e le sue guglie evocano il fascino e il mistero della Cracovia medievale, infatti è stato luogo di cerimonie e di momenti estremamente solenni e qui vivevano e venivano incoronati i sovrani del regno.

Nel castello di Cracovia si possono visitare: gli appartamenti reali privati, le camere reali, 24 camere dallo splendore rinascimentale e barocco, e sopratutto la Sala dei deputati, il cui soffitto è decorato con 30 buffi volti umani. All’interno delle mura del castello, si trovano la cattedrale di Wawel, la più importante e celebrata fra le chiese polacche e le due camere mortuarie: la cripta dei poeti e la cripta dei reali che ospitano le tombe di numerosi re ed eroi nazionali.

Un altro nucleo storico di Cracovia è la Stare Miasto, ovvero la città vecchia. L’ingresso nella città vecchia può avvenire attraverso il Barbacane, un possente bastione, e l’antica Porta Floriana, formidabile cinta muraria. Il centro della città è rappresentato dalla maestosa piazza Rynek Glowny, considerata la più grande piazza cittadina d’Europa. Le strade ampie e pulite sono ricche di chiese gotiche, di palazzi della nobiltà e di maestosi edifici, come il Municipio e il Fondaco dei tessuti.

Anche se solo una parte delle mura difensive si è conservata, la città vecchia è ancora circondata dal Planty, una stretta striscia di parco che ricalca l’andamento dell’antico fossato. In una giornata di sole sarà piacevole immergersi nell’oscurità della basilica di San Francesco o nella chiesa di Santa Maria (Bazylika Mariacki) con le due torri di altezze differenti che incombono su Rynek Glowny. Da qui il trombettista, ogni ora, suona l’hejnal, simbolo musicale di Cracovia, scandendo il tempo e ricordando la leggenda del trombettista di Cracovia.

Uno dei motivi che ha reso celebre nel mondo la città di Cracovia è che a pochi chilometri da essa è nato Karol Josef Wojtyla, il figlio prediletto di Cracovia e divenuto papa con il nome di Giovanni Paolo II. È possibile conoscere la sua storia visitando i luoghi più significativi della sua vita, tra cui l’Università Jagellonica a Rynek, dove studiò e insegnò filosofia, il Palazzo vescovile, e la “Finestra papale”, divenuta ormai monumento nazionale e da cui era solito affacciarsi quando veniva in visita a Cracovia. A Wojtyla va il merito di aver contribuito in maniera significativa alla caduta del comunismo polacco, lo fece in molti modi ma il più significativo è stata la costruzione, nel 1977, della chiesa Arka Pana (l’Arca del Signore) nel quartiere di Nowa Huta.

Una delle cose da vedere a Cracovia è proprio il villaggio di Nowa Huta: la “Nuova acciaieria” è situata nella zona est della città ed è il sobborgo che più di tutti richiama il passato comunista. Dono speciale di Josif Stalin ai polacchi, il quartiere venne costruito nel 1949 e avrebbe dovuto rappresentare il modello ideale della città comunista. Consisteva in una gigantesca fabbrica all’interno di una moderna zona residenziale destinata ad accogliere gli operai e le loro famiglie.

La miniera di sale di Wieliczka, che si trova a circa 14 km a sud-est dalla città di Cracovia, è una delle mete più viste dai turisti. Si tratta di un gigantesco mondo di pozzi e camere zeppi di sculture e bassorilievi, tutto magistralmente scolpito nel sale, tanto che la miniera fa parte del Patrimonio Culturale Mondiale dell’Unesco da circa trent’anni. La visita inizia con la discesa di 380 gradini di legno che portano a una profondità di 135 metri e prosegue attraverso una serie di camere scavate nel sale, molte decorate dai minatori stessi che hanno anche creato delle cappelle, come la cappella della Beata Kinga, patrona dei minatori polacchi. Nella miniera si trovano anche un lago salato e una piattaforma panoramica alta 36 metri. Le visite guidate durano circa 2 ore e coprono circa 3 km di cammino.

Altro fiore all’occhiello di Cracovia, è il Museo Czartorsky che ospita collezioni d’arte romana, greca, egizia e turca, ma anche arte decorativa internazionale, pittura europea e diverse esposizioni di oggetti storici. Tra i suoi capolavori assoluti troviamo la Dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci e il Paesaggio con il buon samaritano di Rembrandt. Il capolavoro di Leonardo arrivò nella città polacca intorno al 1800 e durante la Seconda Guerra Mondiale fu sequestrato dai nazisti e portato in Germania insieme alle altre opere del Museo. Fortunatamente, una volta terminato il conflitto mondiale, sia la Dama che altre opere sono state restituite alla città di Cracovia.

Sempre più turisti decidono di dedicare una giornata del loro viaggio in Polonia alla visita di un luogo tragico della storia contemporanea: il campo di concentramento di Auschwitz, a circa 70 km da Cracovia. Costruito dai nazisti nel 1940, Auschwitz ospitava inizialmente prigionieri politici polacchi e solo in seguito fu adibito alla reclusione degli ebrei.

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