Cosa fare a Mauritius, un angolo di paradiso nell’oceano Indiano

Viaggio a Mauritius, terra magica e bellissima a largo delle coste orientali dell’Africa

Quando Mark Twain visitò Mauritius nel 1895 scrisse sul suo diario di viaggio “si ha l’impressione che sia stata creata prima Mauritius e poi il paradiso, e che il paradiso sia stato copiato da Mauritius”. Ancora oggi queste parole descrivono bene la meraviglia con cui quest’isola incastonata nell’oceano Indiano si mostra ai viaggiatori che arrivano ogni anno da tutto il mondo.

La Repubblica di Mauritius è conosciuta fin dal X secolo quando l’isola venne dapprima colonizzata dagli arabi, poi dai malesi, quindi abbandonata per quasi 500 anni fino all’arrivo degli olandesi nel 1500. Da quel momento l’isola passò in mano portoghese, francese, inglese ed infine conquistò l’indipendenza nel 1968 diventando – insieme alle più piccole isole Rodrigues e Agalega – uno degli Stati democratici più stabili e sicuri dell’area africana. Oggi è una delle mete più ambite del turismo balneare e naturalistico dell’Africa meridionale per via delle meravigliose spiagge, la stupenda barriera corallina e l’ambiente naturale di rara bellezza.

In questa guida scopriremo le principali attrazioni della maggiore tra le isole di Mauritius in un’avventura in questo angolo di paradiso al largo delle coste africane. Port Louis, la capitale dello Stato, è una città di 150.000 abitanti situata nel nord ovest dell’isola che ospita le principali istituzioni politiche ed economiche di Mauritius. Spesso viene frequentata in modo meno attento dai turisti, interessati più alle spiagge dell’isola; questa città dai tratti coloniali nasconde in realtà numerose attrazioni da non perdere.

In città si possono visitare gli eleganti edifici di Place des Armes. dove si trovano il palazzo del Governo e il raffinato teatro comunale, costruito nella metà del XVIII secolo, la grande fortezza di Fort Adelaide, la fortezza ottocentesca a guardia del porto che dalla sua altezza domina tutta l’area circostante ed è oggi la sede di mostre e concerti. Spicca, inoltre, il suggestivo mercato centrale dove si possono trovare tutti i prodotti tipici e comprare ogni tipo di souvenir. Una delle mete da non perdere a Port Louis è l’Aapravasi Ghat, il museo che racconta la storia degli immigrati indiani che arrivarono sull’isola dopo essere stati liberati dalla schiavitù.

Per visitare le zone più selvagge e incontaminate delle isole e apprezzare al meglio Mauritius ci si deve spostare nelle aree costiere della parte occidentale dove l’ambiente naturale ha un aspetto molto simile alle foreste equatoriali africane. Questa vasta area si sviluppa in una regione protetta dai venti che offre le condizioni ideali per praticare un gran numero di sport sulle sue meravigliose spiagge. Qui infatti è possibile trovare tutto il necessario per le immersioni, il nuoto, lo sci nautico, la vela ed escursioni in kayak e canoa.

Una delle mete più spettacolari di Mauritius è il parco naturale di Black River Gorges, una grande area protetta che conserva molti elementi dell’ecosistema molto particolare con una grande cura per le specie di uccelli, con una rinnovata attenzione alle specie in via di estinzione per evitare un nuovo disastro ecologico come l’estinzione del dodo nel passato. Si sta sviluppando qui un approccio all’accoglienza dei viaggiatori “sostenibile” e un progetto di ecoturismo con il coinvolgimento degli abitanti dell’isola.

La parte più meridionale offre invece alcune delle spiagge più belle e le spettacolari scogliere della zona di Gris-Gris dove si trova la celebre “la roche qui pleure”, la “roccia che piange”, una incredibile formazione rocciosa sulla quale le onde dell’oceano si infrangono creando una magica pioggia di gocce d’acqua salata. In questa regione si trova anche la spiaggia di Blu Bay, una baia di sabbia bianchissima abbracciata ad una laguna di un blu acceso e incorniciata da dolci colline, un vero e proprio paradiso terrestre a poche centinaia di metri da una barriera corallina protetta dove è possibile immergersi per ammirare la moltitudine di meravigliose creature marine che vivono tra i coralli.

In direzione nord-ovest rispetto alla punta meridionale dell’isola si trova la grande baia di Porto Grande, la più grande insenatura naturale di Mauritius; sulle sue coste è adagiata la bella città di Mahébourg, uno dei centri urbani che meglio conserva l’aspetto del passato coloniale dell’isola. A Mahébourg si possono visitare il suggestivo Point Canon, dove un tempo sorgeva la fortezza difensiva del porto e oggi si organizzano concerti ed eventi culturali e sportivi, il commovente monumento dedicato all’abolizione della schiavitù e il bel museo di storia nazionale, che raccoglie un gran numero di reperti che ripercorrono la storia di Mauritius e in particolare il rapporto col mare e con la navigazione.

Per chi ama le spiagge tropicali e il mare cristallino la meta da non perdere è la lunga costa orientale di Mauritius, dove si susseguono lunghe spiagge sabbiose e lagune di meravigliose sfumature che vanno dallo smeraldo all’indaco al blu intenso. Le mete più famose di quest’area sono Roches Noires e Poste Lafayette dove è possibile fare windsurf e kitesurf praticamente tutto l’anno grazie al vento che soffia verso l’entroterra e offrono alcune delle spiagge libere più estese di Mauritius.

Nel nord dell’isola si trova la meta turistica più celebre di Mauritius, Grand Bay, conosciuta in tutto il mondo per le sue belle spiagge sabbiose, gli alberghi più lussuosi e la vita notturna più vivace. A Grand Bay si trovano le strutture turistiche più importanti. Grazie alla scelta di rendere la regione a forte “spinta ecosostenibile” si è riusciti a creare una forma di equilibrio tra il turismo di massa e il rispetto dell’ambiente naturale. In questa zona dell’isola si trovano alcune delle spiagge più iconiche, come Mont Choisy, Troux aux Biches, Bain Boeun e La Cuvette dove è possibile ammirare in tutta la sua bellezza questo paradiso terrestre immerso nelle acque dell’oceano Indiano.

Cosa fare a Mauritius, un angolo di paradiso nell’oceano Indiano