Dolceacqua, il fascino antico di ponti e carruggi

A spasso per Dolceacqua, nei vicoli di un borgo ricco di storia amato da Monet e considerato tra i più belli della Liguria

Uno dei borghi più affascinanti della Liguria si trova a soli dieci chilometri da Ventimiglia, in provincia di Imperia. Dolceacqua è un piccolo comune unico per storia e bellezza che vale la pena esplorare con calma addentrandosi tra le sue viuzze alla ricerca di scorci particolari.

Il nostro itinerario alla scoperta di Dolceacqua inizia da via Roma, su cui si affaccia Piazza Giuseppe Garibaldi. Da questo punto potrete ammirare il Ponte Vecchio che ha reso Dolceacqua famosa in tutto il mondo. Nel 1884, Claude Monet, in occasione di un soggiorno in Liguria, scrisse “Il luogo è superbo, vi è un ponte che è un gioiello di leggerezza…”. Il pittore francese, tra i fondatori dell’Impressionismo, rimase così folgorato da quest’opera architettonica da ritrarla in alcuni suoi quadri, ora esposti al Musée Marmottan Monet di Parigi. Oggi, proprio nel luogo dove l’artista aveva posizionato il suo cavalletto è collocata una riproduzione del quadro che potrete ammirare e comparare con l’originale davanti ai vostri occhi.

Il ponte è stato costruito nel XV secolo a campata unica e la struttura a schiena d’asino disegna un elegante arco di 33 metri. La sua funzione è quella di collegare ancora oggi il nucleo storico del paese con il nuovo borgo al di là del fiume Nervia. Dolceacqua, infatti, è divisa in due parti: a Oriente il Castello dei Doria e la parte denominata “Terra”, al di là del fiume Nervia il “Borgo”, costruito fuori dalla cinta muraria.

Ai piedi del ponte trovate l’Oratorio di San Filippo Neri, proprietà della famiglia Conrieri. Superato il Ponte Vecchio si giunge a Via Castello e Piazzetta d’Armi. Sul muro della casa spicca l’opera di Mario Raimondo. Noto anche come “Barbadirame”, il pittore nato a Dolceacqua e mancato nel 2010, è stato un artista poliedrico allievo di Picasso e le sue opere sono esposte nei musei di tutto il mondo.

I carruggi di Dolceacqua sono decisamente caratteristici: stretti e fiancheggiati da case molto alte che sembrano cercare la luce del sole come alberi in un bosco troppo fitto. Tra i vicoli, troverete negozi di souvenir, enoteche dove degustare il Rossese di Dolceacqua – primo vino DOC ligure – e molti studi artistici. L’arte della pittura, infatti, sembra non aver mai abbandonato queste strade e le opere esposte si lasciano piacevolmente ammirare da residenti e turisti. Addentratevi nelle Scasasse, il più misterioso e suggestivo tra i carruggi di Dolceacqua. Situato al livello del fiume Nervia, questa stretta via aveva probabilmente una funzione difensiva poiché serviva a disorientare eventuali invasori, permettendo al tempo stesso di accedere a determinati edifici del borgo attraverso passaggi segreti.

Dopo alcuni passi nella penombra sbuchiamo direttamente nella piazza della chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate, costruita nel 1471 e successivamente ampliata e ristrutturata. Il suo campanile venne edificato su un’antica torre della cinta muraria e la chiesa conserva ancora alcune opere di notevole rilevanza storica e artistica. Al fondo della navata sinistra si trova la serie dei “Misteri Gaudiosi Dolorosi e Gloriosi” della fine del ‘500, mentre il famoso polittico di Santa Devota di Ludovico Brea, databile all’inizio del ‘500, è temporaneamente in fase di restauro.

A sinistra della chiesa si trova il Palazzo Doria divenuto residenza della famiglia genovese nel 1749, quando il castello venne quasi completamente distrutto al termine di un pesante assedio. Risalendo le strette vie del paese si incontra, invece, il Palazzo Luigina Garoscio, che ospita la biblioteca e la pinacoteca oltre ad essere sede nazionale dei “Paesi Bandiera Arancione”. Sì, perché Dolceacqua si è fregiata anche di questo riconoscimento del Touring Club Italiano che certifica i luoghi dell’entroterra italiano secondo severi parametri turistici e ambientali.

In cima alla collina sorge il Castello dei Doria, centro della vita politica e militare di Dolceacqua dal XIII al XVIII secolo. Acquistato nel 1270 da Oberto Doria, capostipite dell’illustre famiglia genovese, il castello assistette all’ascesa di questa importante dinastia che incrociò il proprio destino con i Grimaldi, i signori di Monaco in una serie di rivalità, matrimoni e guerre che continuò nei secoli. La dinastia dei Doria si è estinta nel 1902, ma ascoltarne la storia all’interno delle mura che furono testimoni delle loro imprese resta un’esperienza molto interessante. Inoltre, dal Castello si gode di un’ottima vista a 360° sull’intera valle.

A poca distanza dal centro storico di Dolceacqua si trova anche la chiesa di San Giorgio, una pieve romanica che risale all’XI secolo e che mantiene nella facciata sia la struttura sia le decorazioni originali. Situata presso il cimitero comunale, nella sua cripta sono conservate le tombe della famiglia Doria

Una passeggiata per il Borgo di Dolceacqua – la zona a occidente del fiume Nervia – ci permette di visitare ancora l’oratorio di San Sebastiano e la cappella di San Michele. Questa parte del paese è meno turistica ma non per questo meno viva e le sue stradine conservano intatta l’atmosfera di questo borgo che nell’ultimo secolo ha sviluppato al meglio la sua proficua vocazione turistica.

Dolceacqua, il fascino antico di ponti e carruggi